martedì, Giugno 28, 2022

Perché Fs si è comprata la metro5 di Milano

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A Ferrovie la metropolitana 5 di MilanoA Ferrovie la metropolitana 5 di Milano

Ferrovie dello Stato diventa l’azionista di maggioranza di M5 spa, la società che ha in concessione la metropolitana lilla di Milano. Con un investimento di 64,5 milioni di euro, il gigante italiano del trasporto su ferro punta ad aggiungere una pedina nel suo percorso di espansione nel trasporto locale. Le Fs dell’amministratore delegato Renato Mazzoncini hanno spostato il campo della competizione dalle reti ad alta velocità ai mezzi pubblici urbani e al trasporto su gomma. Anche se dopo cinque anni di corsa affannata i concorrenti di Italo sono riusciti a vedere il primo utile a bilancio di 20 milioni di euro ed entro fine faranno entrare in funzione nuovi treni, le Ferrovie ora giocano le loro fiches sul tavolo del trasporto pubblico locale.

Fs, attraverso la controllata Busitalia, ha già in mano i mezzi pubblici di città come Firenze e Padova e anche trasporti che niente hanno a che fare con il ferro, come i traghetti del lago Trasimeno. E di recente ha anche lanciato il guanto della sfida a Flixbus.

Ma la metropolitana 5 di Milano offre un’opportunità in più. Quella di prendere le misure con Atm in vista della gara europea che il Comune di Milano dovrà bandire per affidare la gestione del trasporto pubblico.

Le Ferrovie hanno rilevato il 36,7% di M5 spa, diventando l’azionista di maggioranza. La società ha acquistato la quasi totalità della quota di Astaldi, il costruttore dell’opera, che ha mantenuto il 2%. Invariate le percentuali degli altri soci: Atm al 20%, Ansaldo Sts al 24,6%, Alstom al 9,4% e Hitachi Rail Italy al 7,6%.

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Per Mazzoncini, la situazione di M5 spa era “innaturale. L’80% delle quote era in mano ai costruttori, che però hanno necessità di chiudere il cantiere. I soci più naturali sono società di gestione a lungo periodo come Atm o fondi di investimento”. In effetti l’ex numero uno di Atm, Bruno Rota, aveva corteggiato F2i, il fondo che è già nella holding degli aeroporti di Milano, Sea, perché entrasse nella metropolitana lilla, sbarrando la strada a Fs. Ma Palazzo Marino ha preferito accendere il semaforo verde alle Ferrovie.

La metropolitana lilla, che dalla zona nord di Milano arriva allo stadio di San Siro (a ovest), trasporta circa 40 milioni di passeggeri ogni anno. A pochi anni dal suo completamento, costato 1,5 miliardi di euro, si punta già ad allungarla. A nord, verso Monza, per raccogliere un bacino di 900mila abitanti, e a ovest, verso Settimo Milanese. Il piano piace a Mazzoncini, che ora punta a un aumento di capitale per raccogliere i soldi necessari a investire nei prolungamenti. Altri soldi serviranno per risolvere il “baco” della curva tra le fermate di Zara e Garibaldi. Curva troppo stretta e che perciò provoca un’usura accelerata dei binari. “A breve risolveremo il problema, i tecnici di Atm e Astaldi hanno trovato la soluzione“, assicura il manager.

La mappa della metropolitana 5 di MilanoLa mappa della metropolitana 5 di Milano

Per l’ad di Fs la coabitazione con Atm è l’occasione per ammorbidire gli attriti delle scorse settimane sulle quote di M5 e intavolare una collaborazione in vista della gara per il trasporto pubblico di Milano. Le prossime gare per il trasporto pubblico che i Comuni dovranno bandire alla scadenza dei contratti con gli attuali gestori avranno respiro europeo. Significa che operatori stranieri potranno candidarsi per gestire i mezzi pubblici di Milano al pari di Atm, la partecipata del Comune. Da qui la strategia di Fs: presentarsi come un alleato, forte dei 40 miliardi di patrimonio, per competere con i colossi stranieri. Il territorio di Milano è appetibile per tutti i competitor europei e quindi credo che il problema di Atm non sia difendersi da Fs ma da player europei”, aggiunge Mazzoncini. Milano potrebbe essere il primo banco di prova, ma Mazzoncini è convito che anche “Roma debba mandare a gara il servizio”. E le Ferrovie si farebbero trovare in pole position. L’azienda sta anche studiando una piattaforma digitale per integrare tutti i mezzi a disposizione del cittadino, da quelli collettivi come autobus e tram a quelli condivisi, come bike e car sharing.

La necessità di trasporto sarà sempre più concentrata sulle città metropolitane, avremo sempre più servizi regionali nelle città che si ingrandiscono”, osserva l’ad. Istat ed Eurostat evidenziano che in Italia l’80% dei trasporti avviene ancora con l’auto privata e la congestione del traffico urbano nel 2012 è costato alle sei città italiane più popolose (Milano, Roma, Palermo, Napoli, Genova e Torino) oltre 5 miliardi di euro, secondo uno studio della Società italiana di politica dei trasporti. Madrid, al pari degli abitanti dell’area vasta di Milano, ha una rete di metropolitane tre volte più lunga, di 292 chilometri. Per questo il governo ha finanziato un piano di investimenti nei trasporti da 21 miliardi di euro. E dove la “cura del ferro” è in cima all’agenda.

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