mercoledì, Maggio 22, 2024

Approvata la normativa sugli affitti brevi, soddisfazione di Halldis

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Con l’approvazione definitiva avvenuta stamane in Senato del ddl 2853, la normativa sugli affitti brevi è legge. Due i fondamenti del provvedimento circa le locazioni brevi: gli operatori e i portali devono essere sostituti d’imposta e viene confermata la cedolare secca al 21%. Ne trarranno giovamento le finanze dello Stato, gli operatori e i proprietari che mettono a disposizione i loro immobili. Secondo uno studio di Halldis, società italiana leader negli affitti temporanei, il mercato degli affitti brevi in Italia riguarda 500 mila immobili. Il governo prevede di incassare col fisco 81,3 milioni di euro aggiuntivi quest’anno, ma per Halldis, utilizzando come benchmark quanto dichiarato da Airbnb – che indica una media di 2 mila euro di fatturato annui per appartamento – il gettito complessivo potrebbe essere di 2 miliardi (cui andrebbe sottratto quanto già incassato, dato non disponibile, cifra comunque maggiore degli 81,3 milioni previsti dal governo per quest’anno e 139 per il prossimo). Ma quali possono essere i vantaggi per il proprietario che sceglie la gestione professionale per il proprio immobile? Secondo Halldis, mediamente in Italia il ricavo lordo potenziale per ogni proprietà può ammontare a 16 mila euro annui. Al netto delle imposte e dei costi di gestione, l’introito medio è di circa 8 mila euro che coprono ampiamente i costi sostenuti per il mantenimento dell’abitazione. Nei centri delle grandi città (Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Roma) questi valori possono raddoppiare o triplicare. «Grazie alla nuova normativa, i proprietari – afferma Vincenzo Cella, amministratore delegato di Halldis – eviteranno le incombenze fiscali (e molti godranno di un carico minore dell’attuale perché la cedolare secca è a prescindere dall’imponibile complessivo), eviteranno morosità e avranno la casa sempre manutenuta. Potranno mettere finalmente a reddito il loro immobile ma in modo flessibile, potranno cioè utilizzare le proprie unità per periodi determinati».
«La questione fiscale – sostiene Alberto Melgrati, presidente di Halldis (a sinistra nella foto con Cella) – è decisiva, il provvedimento permetterà al settore di svilupparsi in trasparenza e con regole certe e sarà un importante volano per il turismo e quindi per l’economia del Paese. Allo stesso tempo il sistema guadagnerà in efficienza, ci sarà meno burocrazia e una gestione più chiara. Il nostro obiettivo è arricchire l’offerta ricettiva, portando professionalità in una realtà frammentata come quella delle case vacanza». Halldis fa parte del gruppo Windows on Europe, fondato da Leonardo Ferragamo e Pietro Martani. Il gruppo, oltre che da Halldis, è costituito anche da Windows on Italy, che offre ville e appartamenti di lusso al mare o in campagna in particolare in Toscana e nelle principali città turistiche come Firenze, Roma e Venezia. Attualmente il gruppo gestisce più di 1.600 proprietà in 25 località europee per un volume d’affari nel 2016 di 23 milioni di euro.

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