Mike Mignola: “Ecco cosa aspettarsi dal nuovo film di Hellboy”

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Storie pulp, fantasy e folklore. Sono questi gli elementi alla base di Hellboy”. Ed è questo il mix che vedremo al cinema nel terzo film dedicato al personaggio creato da Mike Mignola. “Si tratta di cose che amo e che ho riunito in lui”, ci racconta il fumettista. Questa nuova incarnazione vietata ai minori (sì, perché parliamo di un reboot) vede alla regia Neil Marshall (specializzato in horror come The Descent e alla guida di alcuni episodi di Game of Thrones, Lost in Space e Westworld), mentre nei panni del protagonista lo sceriffo di Stranger Things David Harbour, in compagnia di Milla Jovovich e Ian McShane. In Italia arriverà il prossimo 11 aprile.

Ma chi è Hellboy? In sostanza è un mezzo demone richiamato dall’inferno da un gruppo di nazisti, che per errore finisce tra le braccia del professor Trevor Bruttenholm, che prenderà a cuore quel bambino con la pelle rossa, corna, coda e una misteriosa mano di pietra. Da quel momento Hellboy (Red per gli amici) diventerà una forza dei buoni, girando il mondo, affrontando mostri e svelando antichi enigmi con il Bureau of Paranormal Research and Defense.

hellboy
(illustrazione: Mike Mignola)

La sua storia parte da lontano, perché Hellboy ha da poco compiuto 25 anni dalla sua prima storia. Ma ora torna al cinema in una versione diversa da quelle firmate dal regista Guillermo Del Toro (2004 e 2008), nelle parole di Mignola: “Il mio convolgimento in quei film era più come concept artist [colui che si occupa di immaginare visivamente l’ambientazione, ndr], mentre Del Toro era sempre al comando della sceneggiatura. Questa volta invece mi sono occupato della storia”.

Quello che vedremo quindi sarà un Hellboy più aderente alla versione originale?

“Sì, sarà più vicino al fumetto. Il primo film di Del Toro era un adattamento [delle prime storie di Hellboy], ma lui ha portato con sé molti elementi, mentre il secondo era una storia a sé, senza riferimenti diretti alle mie storie. La pellicola in uscita torna invece al fumetto e visualmente le è molto vicina. Per esempio un giorno che ero sul set in Bulgaria, dove stavano girando il gruppo della Caccia selvaggia a cavallo e la scena sembrava presa direttamente dalle pagine del mio fumetto. È stato molto eccitante”.

Ci sono dei tratti che stonavano nei primi film?

“Ci sono alcuni elementi davvero lontani dai fumetti, come per esempio la storia d’amore con Liz Sherman. Non c’è niente di sbagliato, Del Toro ha creato una sua versione di Hellboy, ma è stato bello fare qualcosa di diverso”.

Per un attimo i fan sono stati preoccupati dallo spirito del primo trailer (qui sopra), troppo comico rispetto al personaggio di Hellboy. Il secondo invece ha rasserenato gli animi. Cosa può dire per rassicurare gli appassionati?

“Concordo con i fan e mi spiace per il primo trailer. Ho visto il film finito e posso dire che il secondo trailer è molto più rappresentativo. Se i fan lo hanno amato, dovrebbero amare anche il film. Inoltre ho sentito persone lamentarsi che si sia mostrato troppo nel trailer: credetemi, c’è molto più di quanto avete visto. E il secondo trailer sposa veramente bene il tono della pellicola”.

Mike Mignola
(foto: Getty Images)

Per questo nuovo film vi siete ispirati alla miniserie La caccia selvaggia, una storia (in Italia pubblicata da Magic Press) in cui un gruppo di nobili inglesi chiedono a Hellboy di partecipare alla ricerca dei giganti, finendo tra mostri, streghe e miti arturiani. Perché è stata scelta questa saga?

“Quando i produttori mi hanno proposto il nuovo film sulla Caccia selvaggia, pensavo che fosse un’idea folle, visto che ha una trama molto complessa. Fa parte della più grande storia di Hellboy che io abbia mai scritto e copre tre miniserie. Si tratta di una grande narrazione epica e La caccia è proprio nel mezzo. Poi ci ho riflettuto e mi sono reso conto di come fosse un buon punto per cominciare a raccontare un Hellboy completamente nuovo. Se questo film funzionerà, la storia potrà continuare”.

Quindi nella sua mente c’è tutto un intero universo da esplorare di Hellboy?

“È sempre stato uno dei miei obiettivi. Devo ammettere che è divertente sederti con i filmmaker e inventare una nuova versione di Hellboy. Una delle novità, per esempio, è che il padre di Hellboy – il professor Bruttenholm – nel fumetto è morto da tempo, mentre il film è ambientato in un universo parallelo dove invece è ancora vivo. È interessante entrare in questo nuovo universo e costruire storie dei personaggi che divergono da ciò che è già stato raccontato. L’importante è mantenere il senso della storia”.

Milla Jovovich

Hellboy e Brpd sarebbero perfetti per una serie tv…

“Sono d’accordo, ma solo se fossero coinvolte le persone giuste. La bellezza di tutto questo è che non sono miei decisioni. Non passo il tempo a pensare agli adattamenti e non vado ai meeting per convincere qualcuno fare uno show o un film: il mio lavoro è creare fumetti e concepire una storia. Se altre persone vogliono svilupparle le mie storie e coinvolgermi, bene; ma io trascorro il mio tempo nel mio studio, inventando una storia di cui posso controllare lo sviluppo”.

Il film uscirà in un’epoca in cui i supereroi sbancano al botteghino. Hellboy può essere considerato un supereroe?

“Hellboy è divertente perché è una via di mezzo. Chi non legge fumetti lo vede come una sorta di supereroe: è rosso, strano e combatte contro mostri. Se chiedi invece a un vero fan dei comics, risponderà per esempio che non ha un costume. In fondo Hellboy prende il meglio di questi due mondi, a metà tra un personaggio fantasy e un supereroe. L’ho creato dopo dieci anni trascorsi a disegnare di supereroi, ma le mie vere influenze provengono dai vecchi giornaletti pulp, storie dell’orrore, film di mostri. Hellboy è un sacco di cose differenti, ma se le persone vogliono vedere il suo film come quello di un supereroe non c’è problema, anche se probabilmente sono più a mio agio con chi dice che è un cinecomic, un film tratto da un fumetto. E poi abbiamo Neil Marshall come regista, che è un regista di horror, gli è stata data tutta la libertà di farne una pellicola sua e non solo una altra versione di Hellboy”.

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