Facebook, Zuckerberg chiede regole uguali per tutti su privacy, dati e violenza online

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Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, all'F8 2016
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Mark Zuckerberg ha pubblicato contemporaneamente un editoriale sul Washington Post, su Indipendent.ie e sul suo profilo Facebook, nel quale pone l’attenzione sull’importanza della ricerca di standard nella regolamentazione dei contenuti, al fine di contrastare le minacce alla società. Il discorso di Zuckerberg si articola in quattro aree in cui ritiene sia necessaria una nuova regolamentazione standardizzata: contenuti dannosi, integrità elettorale, privacy e portabilità dei dati.

La moderazione dei contenuti dannosi su internet è il punto di partenza di questo editoriale. Zuckerberg afferma che “le aziende di internet dovrebbero essere responsabili del rispetto degli standard sui contenuti dannosi” ma per farlo, viste le numerose piattaforme presenti sul web e viste le altrettante differenti regole su di esse, “abbiamo bisogno di un approccio più standardizzato”.

L’amministratore delegato di Facebook suggerisce di stabilire degli standard comuni per definire ciò che agli occhi di tutti costituisce un contenuto dannoso per le linee guida delle community, al fine di rimuoverlo da tutte le piattaforme online. Lo fa con queste parole  “La regolamentazione potrebbe stabilire delle linee di base per ciò che è proibito e richiedere alle aziende di costruire sistemi per mantenere il contenuto dannoso al minimo”.

In vista delle elezioni europee e dell’inizio delle campagne elettorali per le presidenziali statunitensi del 2020, le elezioni sono un altro tema su cui Zuckerberg si sofferma, sottolineando i cambiamenti che Facebook ha fatto per quanto riguarda gli annunci politici sul social network.

Anche su questo argomento il fondatore di Facebook suggerisce una standardizzazione delle norme che regolano la pubblicità politica online poiché le leggi “si concentrano principalmente sui candidati e sulle elezioni, piuttosto che sulle questioni politiche divisorie in cui abbiamo visto più tentativi di interferenza. Alcune leggi si applicano solo durante le elezioni, anche se le campagne di informazione sono non stop”.

Nel testo, Zuckerberg, affronta anche il discorso privacy, affermando che “sarebbe utile per internet se un numero maggiore di paesi adottasse norme come il Gdpr come quadro comune”. Suggerisce poi come questa normativa sia comune a livello globale piuttosto che differente in modo significativo a seconda dello Stato nel quale si applica.

Zuckerberg lancia poi un appello ai legislatori che stilano le leggi sulla privacy e che sono i responsabili del Gdpr: “Abbiamo bisogno di regole chiare su quando le informazioni possono essere utilizzate per servire l’interesse pubblico e come dovrebbe applicarsi a nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale”.

Infine, l’ultimo argomento trattato nel lungo editoriale riguarda la portabilità dei dati. A riguardo Zuckerberg sottolinea l’importanza di regolamentare la possibilità di portare i dati da un servizio a un altro. “La vera portabilità dei dati dovrebbe apparire più come il modo in cui le persone utilizzano la nostra piattaforma per accedere a un’app rispetto ai modi esistenti per scaricare un archivio delle informazioni”. Per fare ciò l’ad di Facebook suggerisce, anche qui, degli standard comuni.

Mark Zuckerberg conclude scrivendo che “le regole che governano internet hanno permesso a una generazione di imprenditori di creare servizi che hanno cambiato il mondo e creato un grande valore nella vita delle persone. È tempo di aggiornare queste regole per definire responsabilità chiare per le persone, le aziende e i governi che vanno avanti”.

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