Guerre, morti e sesso: tutto Game of Thrones raccontato con i dati

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Un bilancio delle vittime delle principali casate, il conteggio di quelle imputabili al singolo personaggio. E ancora le cause di morte e le scene di sesso. Mentre cresce l’attesa per la prima puntata dell’ottava e ultima serie, Wired ha deciso di raccontare Game of Thrones con i dati. Ovviamente, spoiler alert: quanto segue contiene dati fino all’ultimo episodio della settima stagione.

Questo racconto data driven di GoT è possibile grazie al lavoro di Jeffrey Lancaster, sviluppatore newyorkese che ha tradotto in dati la serie. Ed ha pubblicato il proprio lavoro su GitHub, piattaforma per la condivisione di progetti software.

La sigla

Nell’analisi di questi dati, il punto di partenza non poteva che essere la sigla. Uno dei tratti distintivi della serie, dato che cambia a seconda di come evolve il racconto sul piano geografico. Accompagnando lo spettatore nei luoghi nei quali si svolge la storia. Ora, la sigla iniziale apre sempre su King’s Landing, la capitale dei Sette Regni. Il cambiamento inizia dal secondo luogo visualizzato. In questo grafico interattivo, è riassunto l’andamento di tutte le 66 puntate viste finora.

Ogni quadrato corrisponde a una puntata. Il primo episodio, Winter is coming, è rappresentato da quello in alto a sinistra. L’azzurro corrisponde a Winterfell, luogo centrale nella prima stagione, dato che è da qui che prende il via il racconto. Ma anche nella quinta, quando Sansa Stark ritorna a casa per essere data in sposa a Ramsay Bolton. Altro spoiler, il rosso rappresenta Roccia del drago. E non è un caso che la sigla della settima stagione la mostri sempre dopo King’s Landing. È qui che approda Daenerys Targaryen per riconquistare i Sette Regni.

Vivi e morti

Con l’avvio dell’ultima stagione è utile un recap dei vivi e dei morti. Ovvero di chi, tra i membri delle principali casate, è ancora sullo schermo. Oppure è rimasta vittima della penna di George R.R. Martin.

Le colonne verdi rappresentano i personaggi ancora in vita, quelle nere i morti. I simboli in basso sono quelli delle casate. Come si può vedere, dopo sette stagioni Baratheon e Tyrell si sono estinte. Tra veleni e suicidi, spettri e altofuoco, il cervo e la rosa hanno lasciato Game of Thrones. La casata più falcidiata è senz’altro quella degli Stark. Va detto, però, che nel computo dei morti rientrano anche Lady, Vento Grigio e Cagnaccio, tre dei metalupi dei figli di Ned Stark.

La morte, come sanno gli appassionati, è appunto uno dei protagonisti della serie. E in questo grafico sono rappresentate le cause dei decessi:

Ogni punto rappresenta una stagione, più è grande più sono le vittime. Come si può notare facilmente, la sesta stagione, quella che si è conclusa con la Battaglia dei bastardi, è quella con il maggior numero di uccisioni. Beninteso, parliamo sempre di personaggi con un nome ed un cognome. I morti delle battaglie di Blackwaters e di Castle Black, per citarne due, non rientrano nel computo.

Interessante notare anche come i decessi per decapitazione si esauriscano con la sesta stagione. Nella settima, Daenerys introduce un nuovo stile di esecuzione, bruciando vivi Randyll e Dickon Tarly. La donna che pronuncia la sentenza non ha bisogno di impugnare la spada. Le basta pronunciare “Dracarys”. Tre sillabe che però hanno contribuito a rendere la Madre dei draghi il personaggio con più uccisioni all’attivo.

Del resto, una regina non si sporca le mani. Nel grafico, dimensioni ed intensità dei punti corrispondono al numero di uccisioni. Al secondo posto, a pari merito con il mastino Sandor Clegane, c’è quel John Snow che di Daenerys è il nuovo compagno. Oltre che il nipote. Il che conduce direttamente all’ultimo tema: il sesso.

Relazioni pericolose

Specie nella prima serie, Game of Thrones ha attirato l’interesse del pubblico anche per le numerose scene di sesso. Il dataset consultato da Wired le ha censite tutte, suddivise anche per le motivazioni che stanno dietro al rapporto.

Ora, c’è da dire che chi ha compilato questo dataset deve essere un sostenitore dei Lannister. Nel senso che considera una vera storia d’amore, escludendo l’aspetto incestuoso, quella tra i gemelli Cersei e Jamie Lannister. L’unico incesto censito riguarda sempre Cersei, quando accoglie nel suo letto il cugino Lancel. Il risultato è che Game of Thrones è una serie in cui l’amore gioca un ruolo di primo piano. Oltre alla violenza, ai giochi di potere e ai draghi.

Ultima annotazione, il sesso a pagamento. Come si può notare, è più frequente nella prima stagione, che coincide con il periodo più bohémien di Tyrion Lannister, all’epoca vorace frequentatore di bordelli. Prima, cioè, che iniziasse la sua carriera politica come Primo cavaliere del nipote Jeoffrey prima e della regina Daenerys poi. E, soprattutto, prima che anche lui trovasse l’amore tra le braccia della prostituta Shae. Difficile che il personaggio interpretato da Peter Dinklage abbia il tempo di rifarsi in questa stagione, impegnato com’è nel vendicarsi della sorella Cersei. Più facile che siano dunque John Snow e Daenerys Targaryen ad arricchire il dataset delle scene di sesso. E, visti i precedenti, anche quello delle uccisioni.

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