Continuano le bufale sull’incendio di Notre Dame a Parigi

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(foto: Ludovic Marin/Getty Images)

È trascorsa più di una settimana dallo storico incendio alla cattedrale di Notre Dame a Parigi, eppure fake news e complottismi su quanto accaduto non accennano ad arrestarsi. Anzi, accanto alle bufale della prima ora (che avevamo già raccontato qui) continuano a spuntare nuove folli argomentazioni e fantomatiche prove a supporto dell’idea che ci sia un oscuro disegno celato dietro quanto accaduto.

Mentre si è già iniziato a parlare di ricostruzione e le indagini sono ancora in corso, abbiamo raccolto qui un altra carrellata di teorie del complotto e falsità, comparse sui social e in rete negli ultimi giorni. Eccone qui un quintetto, che con tutta probabilità non sarà nemmeno l’ultimo.

1. Il complotto sotterraneo dei templari

Come si suol dire, fa già ridere così. In sintesi, questa forma di complottismo parte dall’idea che esista un collegamento tra il rogo di Notre Dame e altri tre incendi scoppiati in chiese francesi negli ultimi mesi. Il primo nella chiesa di Saint-Sulpice, sempre a Parigi, poi uno nella parte settentrionale del Paese e uno nel sud. Lo scopo degli attentatori sarebbe quello di allontanare i fedeli da luoghi di culto ben precisi, in modo da usare i lavori di ristrutturazione come copertura per svolgere degli scavi e identificare (o insabbiare) tracce lasciate dall’ordine dei cavalieri templari.

Questo complotto presuppone, tra l’altro, che chi trama nell’ombra riesca poi a infiltrarsi negli appalti per la ricostruzione, e che sia stato così bravo da non lasciare prove della propria azione né si faccia smascherare a cantiere aperto. Perché altrimenti, se le autorità sapessero di questo piano e fossero d’accordo, di certo sarebbe stato necessario appiccare il fuoco per poter aprire un cantiere e fare qualche lavoro di scavo ad hoc. E, infine, a Notre Dame il presunto incendiario non sarebbe stato particolarmente sagace, poiché il rogo ha danneggiato prevalentemente la parte alta dell’edificio, mentre sarebbe stato più utile inventarsi qualcosa che giustificasse l’esecuzione di scavi.

2. Gli apostoli decapitati e la matrice anti-cristiana

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(foto: Ludovic Marin/Getty Images)

In questo caso si tratta di pura speculazione a partire da immagini autentiche. Come ben noto, infatti, le statue raffiguranti gli apostoli che (per fortuna) sono state spostate da Notre Dame proprio pochi giorni prima dell’incendio hanno la testa staccata dal resto del corpo. Il motivo di questa separazione tronco-capo, come spiegato in dettaglio anche da Bufale.net, è che il restauro esterno e interno delle statue cave in bronzo richiede alcune accortezze. In particolare, per restaurare il materiale all’interno e rafforzare la struttura era necessario creare una via d’accesso, e il collo è parso il punto migliore in cui eseguire in taglio, anche perché lì erano già presenti vecchie saldature e quindi non si sarebbe provocato alcun ulteriore danno alle opere d’arte.

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(foto: Ludovic Marin/Getty Images)

Vista la delicatezza delle strutture in bronzo, si è deciso di asportare le teste già prima di allontanare le statue da Notre Dame, come mostrano alcune immagini degli operai al lavoro. Nonostante tutto paia perfettamente logico, qualcuno ha visto in questa decapitazione un disegno mistico anti-cristiano, voluto da qualche setta o da gruppi islamici. Tutto ciò, combinato con l’incendio, sarebbe una prova inconfutabile che a Notre Dame si sia consumato qualche rito esoterico diabolico, di cui tutta la cristianità sarebbe innegabilmente vittima. A partire dalle foto d’agenzia disponibili in rete (come quella qui sopra), ognuno può giudicare il livello di esoterismo del rito di esportazione delle teste dalle statue.

3. Gli Sherlock Holmes (da tastiera) dell’incendio

Il punto di partenza di questa breve storia è un video disponibile su YouTube che mostra il tetto della cattedrale di Notre Dame nelle ore precedenti l’incendio. Nel filmato si nota un operaio al lavoro, e a un certo punto compare un piccolo bagliore, definito in certi casi un flash o una scintilla. Tutto qui. Quanto basta sequenza di immagini raccolte a distanza, secondo alcuni, per affermare di aver capito chi e come ha innescato il rogo, nonostante dalle immagini non si intraveda quasi nulla.

Anche se il filmato è autentico e merita attenzione da parte degli investigatori, sorprende che molti utenti – a partire da quei pochi fotogrammi e restando comodamente a casa – abbiano già raggiunto delle conclusioni definitive su quanto accaduto. Il bagliore potrebbe essere stato causato da un riflesso di qualche materiale verso l’obiettivo della videocamera, da qualche effetto ottico oppure potrebbe anche essere dovuto a qualche strumento di lavoro correttamente adoperato dal lavoratore. Come ha ricostruito anche Open, poi, il filmato è precedente di oltre un’ora rispetto al momento in cui si ritiene che l’incendio si sia innescato, quindi parrebbe mancare anche quella concomitanza temporale necessaria per poter dire di aver trovato il colpevole.

In questo caso, dal punto di vista del debunking e del fact-checking, non si può parlare di vera e propria bufala. Tuttavia è singolare che sui social e sui media si tenti di far concorrenza agli investigatori professionisti che stanno indagando su quel che è accaduto, in una sorta di effetto Dunning-Kruger collettivo. Per dirla in una battuta, oltre che tutti esperti di vaccini e di formazioni calcistiche, ora siamo anche tutti investigatori specializzati in roghi da cantiere.

4. Uno spagnolo, un francese e un italiano

Un intreccio internazionale per una bufala semplice semplice. Lo spagnolo della situazione è il giornale Hispanidad Catolica, che lo scorso 16 aprile ha pubblicato un articolo in cui si esulta per la messa in salvo di una statua della Madonna.

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Uno screenshot dell’articolo spagnolo

Il francese è il fantomatico pompiere parigino che avrebbe compiuto l’eroico salvataggio. E l’italiano è il pompiere che in realtà è ritratto nella foto del salvataggio, riconoscibile come nostro connazionale dai dettagli della divisa.

Oltre alla scorretta attribuzione della nazionalità, la foto non sia nemmeno stata scattata a Parigi. Si tratta infatti di un’immagine che risale al terremoto del 2009 in Abruzzo, brutalmente riciclata in occasione dell’incendio a Notre Dame. In questo caso non è chiaro quale fosse lo scopo della fake news: magari solo quello di racimolare qualche click con un contenuto emozionale, oppure suscitare sollievo nei fedeli con una storia finita bene, raccontata nelle ore in cui buona parte di un simbolo del mondo cristiano era appena stata divorata dalle fiamme.

5. Il miracolo dell’oro intatto

Secondo alcuni utenti che hanno osservato con attenzione le foto della cattedrale dopo l’incendio, all’interno dell’edificio sarebbe accaduto qualcosa di inspiegabile e soprannaturale. La croce d’oro sull’altare, infatti, sarebbe incredibilmente rimasta intatta nonostante le fiamme e la distruzione. Tutto ciò non può che essere un segno dell’intervento divino.

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Indipendentemente dalle questioni di fede, in questo caso esiste una spiegazione scientifica per quanto accaduto. La temperatura di fusione dell’oro, infatti, è di 1.064°C, molto più alta di quella raggiunta durante un incendio. Le fiamme possono avere temperature variabili, ma in media si tratta di 600-700°C, con punte di 800°C o 900°C.  Ciò significa che l’oro non è stato scaldato a sufficienza perché potesse fondere, quindi anche qualora la croce fosse stata davvero avvolta dalle fiamme (resta da verificare) è del tutto normale che sia rimasta pressoché intatta. Anzi, sarebbe stato anomalo se fosse stata fusa.

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