Secondo l’Agenzia per la protezione dell’ambiente il glifosato non è cancerogeno

0
299
Questo post è stato pubblicato qui
Il Roundup è il nome dell’erbicida a base di glifosato prodotto dalla Monsanto (foto: Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)

La United States Environmental Protection Agency (Epa) ha stabilito che il glifosato, la sostanza chimica utilizzata come erbicida e finita sotto accusa per i possibili effetti sulla salute dell’uomo, non è cancerogeno.

La rassicurazione è arrivata a due anni di distanza da un report dell’Epa che già nel 2017 aveva escluso l’insorgenza di tumori a causa dell’utilizzo del prodotto. “L’Epa continua a sostenere che non ci siano rischi per la salute pubblica quando il glifosato è usato in accordo con le indicazioni presenti sull’etichetta, e che non è cancerogeno”, si legge in una nota diffusa dall’ente federale.

Come riporta la Cnn, la notizia è stata accolta come una manna dal cielo dalla Bayern, il colosso chimico e farmeceutico tedesco che controlla Monsanto, la multinazionale americana che negli anni Settanta ha brevettato il glifosato e lo ha lanciato sul mercato con il nome commerciale Roundup. Di recente, infatti, un tribunale di San Francisco ha costretto la compagnia a risarcire con 80 milioni di euro un malato di cancro che aveva utilizzato per vent’anni l’erbicida: un caso che avrebbe potuto scatenare una class action in America, dove sono più di 11mila le denunce per casi simili.

“Bayer crede fermamente nella sicurezza degli erbicidi basati sul glifosato, che sono tra i prodotti più esaminati, ed è felice di sapere che i regolatori continuino a raggiungere conclusioni positive”, si legge nel sito.

I dubbi del mondo scientifico

Il comunicato della Bayer è in parte, ingannevole: ad oggi, infatti, il mondo scientifico non ha ancora raggiunto una conclusione sul glifosato. L’Agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro (Iarc), per esempio, continua a sostenere che il glifosato sia una sostanza “probabilmente cancerogena”, come peraltro la carne rossa. In passato anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Fao avevano raggiunto conclusioni simili. Il livello di allarme è però, stato parzialmente rivisto nel 2016.

Di rischi per la salute parla anche uno studio recente pubblicato sulla rivista Scientific Reports secondo il quale il glifosato può avere effetti negativi sulle cavie (topi, in questo caso) per almeno tre anni. La ricerca è però stata contestata da alcuni esperti che hanno criticato il dosaggio – troppo alto rispetto al limite consentito dalla legge – e la presunta mancanza di obiettività. “L’autore principale ha ricevuto per questo progetto soldi da una fondazione di stampo religioso abbastanza nota per finanziare programmi antiscientifici, inclusi alcuni sul negazionismo climatico e nel campo delle cellule staminali”, ha detto a questo proposito Enrico Bucci, docente della Temple University e uno dei fondatori del Gruppo informale scienze e tecnologie per l’agricoltura (Seta), che si è opposto allo studio e ne chiederà la rimozione.

Tra chi esclude rischi per la salute, oltre all’Epa, c’è anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Nel 2017 si è scoperto però che il report redatto dai responsabili della sua compilazione era stato in parte copiato da uno studio della Monsanto, e non poteva quindi essere giudicato obiettivo.

Negli ultimi anni, Le Monde ha inoltre scritto che la Monsato avrebbe attuato diverse strategie per screditare gli scienziati che avevano lanciato l’allarme sul glifosato con l’obiettivo di minare l’autorevolezza dei loro studi. Il caso è noto informalmente sui media come “Monsanto Papers”.

The post Secondo l’Agenzia per la protezione dell’ambiente il glifosato non è cancerogeno appeared first on Wired.