Ecco il pianeta proibito, trovato dove non sarebbe dovuto essere

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Illustrazione di pianeti esterni alla Via Lattea (foto: Mark Garlick/Science Photo Library via Getty Images)

Gli astronomi hanno scoperto un nuovo pianeta, esterno al Sistema solare, in un posto dove non sarebbe dovuto essere. Già, perché questo grande pianeta, simile al gigante gassoso Nettuno, si trova in un’area dello spazio, convenzionalmente definita deserto nettuniano, che è una regione, molto vicina a una stella, dove si ritiene che non possano esserci pianeti così grandi. Eppure il grande esopianeta si trova proprio lì, nell’area vietata. E per questo gli scienziati lo hanno soprannominato il “pianeta proibito” – che è anche il titolo del noto film del 1956, il classico del cinema di fantascienza Forbidden Planet, diretto da Fred M Wilcox.

Tornando alla ricerca, lo studio è stato coordinato dall’università di Warwick ed è stato possibile grazie ad alcuni telescopi dell’European Southern Observatory (Eso), in particolare l’Ngts, da cui il pianeta, chiamato Ngts-4b, prende il nome. I risultati sono pubblicati sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

20 masse terrestri, 3 volte più grande della Terra, 1000 °C, con un raggio un po’ più piccolo (del 20%) rispetto a quello di Nettuno: questo è l’identikit dell’esopianeta. Uno degli elementi sorprendenti è che Ngts-4b in poco più di un giorno (1,3 giorni) compie un’orbita completa intorno alla sua stella – mentre la Terra impiega ben un anno per girare intorno al Sole.

Dunque l’esopianeta è molto vicino alla stella, un elemento che ha colpito gli astronomi insieme al fatto che ha mantenuto la sua atmosfera gassosa. Il pianeta, infatti, si trova nel deserto nettuniano, un’area che riceve una forte irradiazione dalla stella. Questo fa sì che eventuali pianeti in questa regione di spazio non riescano a trattenere la loro atmosfera gassosa, che viene spazzata via ed evapora lasciando soltanto un piccolo nucleo roccioso.

Per spiegare l’apparente anomalia gli scienziati ipotizzano che Ngts-4b sia migrato qui in tempi recenti, nell’ultimo milione di anni, dato che originariamente era molto grande, la sua atmosfera stia ancora evaporando. In ogni caso si tratta della prima volta che si osserva questo fenomeno, come spiegano gli autori.

Per scoprirlo i ricercatori hanno utilizzato la struttura dell’Ngts, situato presso l’osservatorio del Paranal nel deserto di Atacama, in Cile, una collaborazione fra le università inglesi di Warwick, Leicester, Cambridge, e della Queen’s University Belfast, insieme con l’osservatorio di Ginevra, all’istituto Dlr di Berlino e all’Università del Cile. Gli autori hanno scelto un metodo, detto del transito, spesso impiegato per individuare pianeti extrasolari. Questo metodo si basa sulla rilievo della diminuzione della luminosità della curva di luce di una stella, quando un pianeta transita in prossimità della stella stessa. I sistemi a terra registrano cali dell’1%, ma i telescopi di Ngts riescono a rilevare una riduzione anche soltanto dello 0,2%, come in questo caso.

“Questo pianeta deve essere tosto”, ha commentato Richard West del dipartimento di Fisica della Warwick, “dato che si trova proprio nella zona in cui ci si aspetta che pianeti simili a Nettuno non sopravvivano. È davvero notevole che abbiamo trovato un pianeta in transito vicino a una stella che ha perso solo lo 0,2% della sua luminosità – questo rilievo non è mai stato possibile con i telescopi a terra”. Ed ora i ricercatori cercheranno altri esopianeti con queste caratteristiche nei deserti nettuniani. Chissà che non siano più vivaci di quanto si pensasse, concludono gli autori.

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