La prima canna della storia

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Ben 147 milioni di persone, in giro per il mondo, fumano la cannabis, e per molte di queste l’obiettivo è proprio quello di sentire gli effetti stupefacenti del composto psicoattivo della pianta, il tetracannabinolo, o Thc. Tuttavia, sebbene oggi conosciamo bene le proprietà psicoattive della cannabis, rimane ancora poco chiaro in che modo e quando gli essere umani le abbiano scoperte in passato. A provare a risolvere questo mistero sono stati i ricercatori del Max Planck Institute e dell’Accademia delle scienza cinese, secondo cui i primi esseri umani a fumarla, consapevoli dei suoi effetti psicoattivi, si trovavano in Cina centrale orientale ben 2.500 anni fa. Lo studio su Science Advances.

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(foto: Xinhua Wu)

Per capirlo, i ricercatori hanno analizzato con la spettrografia di massa i composti chimici conservati in dieci bruciatori di incenso ritrovati in antiche sepolture del sito archeologico noto come cimitero Jirzankal, nella catena montuosa del Pamir orientale (Cina). Dalle analisi, il team ha scoperto che le piante di cannabis usate avevano alti livelli di Thc e che le persone del tempo le usavano per scopi religiosi, probabilmente per mettersi in comunicazione con i propri defunti o con le divinità. Una prova, raccontano i ricercatori, che fornisce la prima chiara evidenza di quando gli esseri umani hanno cominciato ad avere la consapevolezza delle proprietà psicoattive della pianta. “I nostri risultati supportano l’ipotesi che le piante di cannabis siano state utilizzate per la prima volta per i loro composti psicoattivi nelle regioni montuose dell’Asia centrale-orientale, per poi diffondersi in altre regioni del mondo”, ha spiegato Nicole Boivin, del Max Planck Institute.

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(foto: Xinhua Wu)

Infatti, come sottolineano i ricercatori, i passi montani dell’Asia centrale e orientale svolgevano un tempo un ruolo chiave nei primi scambi commerciali. In effetti, la regione del Pamir (oggi considerata remota), potrebbe essere stata una volta una tappa fondamentale della Via della seta“Le rotte commerciali della prima Via della Seta funzionavano più come i raggi di una ruota di carro che come un singolo lungo percorso, facendo così dell’Asia centrale il cuore del mondo”, ha spiegato l’autore della ricerca, Robert Spengler. “Il nostro studio implica che la conoscenza del fumo di cannabis e di varietà della pianta ad alto contenuto di composti psicoattivi fossero tra le tradizioni culturali che si sono poi diffuse lungo queste rotte di scambio”.

Ciò che rimane ancora poco chiaro è se i composti provengano dalla cannabis selvatica (che normalmente ha bassi livelli di Thc) o dalla selezione e coltivazione delle varietà ad alto contenuto di Thc. “Ad alte quote, le radiazioni ultraviolette inducono la cannabis a produrre maggiori quantità di composti attivi”, si legge nello studio. “Quindi è possibile che le persone che percorrevano le montagne del Pamir fossero semplicemente esposte a piante selvatiche più potenti”.

La scoperta di oggi, quindi, suggerisce che le persone di un tempo utilizzavano la cannabis durante rituali religiosi per commemorare i morti. Tuttavia, non è ancora chiaro se la cannabis abbia avuto altri utilizzi: come sottolineano gli autori, sembra probabile che la capacità della pianta di trattare malattie e sintomi fosse già ben conosciuta. “Questo studio sull’antico uso della cannabis ci aiuta a capire le prime pratiche culturali umane, ed evidenzia l’abilità degli esseri umani di aver intuito gli effetti delle sostanze chimiche della pianta”, spiega Yimin Yang, ricercatore dell’Accademia cinese delle scienze. “Oggi, l’opinione sulla cannabis varia enormemente da cultura a cultura, ma è chiaro che la cannabis ha una lunga storia nell’utilizzo degli esseri umani, dalla medicina, all’uso ricreativo e ai rituali, per migliaia di millenni”.

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