Erdogan ha (di nuovo) perso le elezioni a Istanbul

0
162
Questo post è stato pubblicato qui
I manifestanti festeggiano l’elezione di Ekrem Imamoglu a sindaco di Istanbul (foto: Burak Kara/Getty Images)

Si volta pagina a Istanbul. Dopo 16 anni di dominio incontrastato dell’Akp, il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, arriva al potere un candidato dell’opposizione: Ekrem İmamoğlu è il nuovo sindaco.

L’elezione di İmamoğlu è, in realtà, una riconferma. Il 49enne, che fa parte del Partito repubblicano del popolo (Chp), aveva già vinto le elezioni amministrative che si erano tenute nella città il 31 marzo scorso, battendo il candidato dell’Akp Binali Yıldırım. La commissione elettorale aveva però annullato il risultato per presunte irregolarità nel voto.

L’affluenza è stata molto alta: su 10,5 milioni di aventi diritto, si sono recate alle urne 8,8 milioni di persone, l’84,41% del totale degli aventi diritto. Commentando la sua vittoria, İmamoğlu ha dichiarato: “Ringrazio tutti dal profondo del mio cuore. Avete dimostrato al mondo che la Turchia tutela ancora la sua democrazia”.

La ricetta di İmamoğlu

Come sottolineano più testate, İmamoğlu era un politico semisconosciuto. Prima di candidarsi a sindaco di Istanbul guidava Beylikduzu, una piccola circoscrizione della città abitata da classi medio-borghesi.

Col tempo, è però riuscito a imporsi come un’alternativa credibile allo strapotere di Erdogan, concentrandosi prima sui problemi di Istanbul e sfruttando la sua reputazione di uomo moderato, aperto al dialogo con tutte le parti, e trasformando poi l’elezione in una specie di referendum sul futuro della democrazia turca. İmamoğlu ha vinto anche perché ha mostrato fermezza e carisma, non solo nei comizi – che ha svolto sia in città sia nella sua regione d’origine – ma anche in un dibattito televisivo: una rarità nella realtà turca. L’ultimo confronto tra candidati, d’altronde, si era tenuto nel 2002 ed aveva visto sfidarsi Deniz Baykal, leader del Chp (il partito al quale appartiene anche il nuovo sindaco) ed Erdogan.

Cosa cambia ora

Istanbul è divisa in circoscrizioni e 25 su 39 di queste sono guidate dall’Akp, il partito di Erdogan. Negli ultimi anni, il presidente ha inoltre ridotto enormemente le libertà democratiche, accentrando il potere nelle sue mani, imprigionando avversari politici e aumentando il controllo sui media (tutti i giornali d’opposizione hanno cessato le pubblicazioni a causa delle misure restrittive approvate dopo il fallito colpo di stato del 2016). È quindi improbabile che il nuovo sindaco riesca a imporsi o a realizzare tutte le sue promesse. Alcuni temono persino che possa essere arrestato, come è successo al leader curdo Selahattin Demirtaş, in carcere dal 2016.

Istanbul è, però, un simbolo. Oltre a essere la città più popolosa della Turchia, nonché il suo centro economico è anche il luogo in cui si è imposto Erdogan a partire dal 1994, anno in cui venne eletto sindaco. Per questo, oggi si parla di una vittoria storica, soprattutto in termini di valori democratici.

Si dice che ci vuole molto tempo per distruggere una democrazia ma il risultato di oggi dimostra che ci vuole parecchio tempo anche a distruggerla”, ha detto il politologo turco-americano Soner Çağaptay, commentando il risultato. “Le strutture turche sono incredibilmente resilienti”.

Erdogan si è congratulato con İmamoğlu su Twitter ma, secondo il Guardian, potrebbe convocare presto nuove elezioni nazionali nel tentativo di dimostrare che il caso Istanbul è un’eccezione, e riuscire così a consolidare la sua maggioranza.

 

The post Erdogan ha (di nuovo) perso le elezioni a Istanbul appeared first on Wired.