Nel 2020 anche Mercedes correrà in Formula E

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New York – Si è appena conclusa la quinta stagione di Formula E caratterizzata dall’esordio della seconda generazione di vetture e dalla vittoria di Jean-Eric Vergne, ma gli organizzatori non stanno a guardare ed il fermento che contraddistingue la mobilità elettrica in questi mesi emerge anche nelle competizioni.

Nata tra molte perplessità degli addetti ai lavori, questo circuito di gare anno dopo anno ha saputo crescere e ritagliarsi un proprio ruolo ed è già tempo di pensare alla prossima stagione che scommettiamo sarà in grado di suscitare maggiore interesse, grazie all’ingresso di due nomi che hanno fatto la storia del motorsport: Mercedes e Porsche.

Per la prima volta nella storia quattro importanti produttori tedeschi di auto saranno presenti tutti assieme in una competizione, per noi è un’opportunità unica”, racconta a Wired Ian James, direttore generale di Mercedes Benz EQ.

Ian James, Mercedes Benz EQ Managing Director

Ed è proprio alla storia che fa subito riferimento: “Abbiamo appena celebrato il 125 anniversario della nostra presenza nel mondo delle competizioni, un’eredità pesante. Il focus negli ultimi anni è stato la Formula 1, la Formula E rappresenta invece qualcosa di completamente diverso, le auto sono totalmente elettriche, si corre in circuiti cittadini, anche il tipo di pubblico è nuovo e più giovane”.

Sarebbe folle non utilizzare il nostro know how nelle corse trasferendolo in questo contesto, gli ingegneri che hanno realizzato il motore per le vetture di Formula 1 hanno contribuito allo sviluppo del motore elettrico destinato agli ePrix. Doppiamo utilizzare al meglio gli ingredienti che già abbiamo e metterli insieme per diventare competitivi in un nuovo campionato”, aggiunge il manager.

Il futuro dei trasporti

Necessità di esserci per seguire i trend del momento nel mondo automotive o un ottimo contesto in cui mettere a punto tecnologie e motori destinati poi alle auto di produzione? Per Mercedes il circuito di competizioni delle auto elettriche rappresenta un’ottima opportunità e sono tante le motivazioni che hanno spinto a questa scelta.

La Formula E ci offre la possibilità di dimostrare la nostra piattaforma in termini di mobilità elettrica e lo stato della nostra tecnologia, ma anche raggiungere quelle persone che crediamo siano più interessate a questi sviluppi”, spiega James

E aggiunge: “Abbiamo l’obiettivo come brand di diventare carbon neutral entro il 2029, non possiamo farlo senza l’elettrico. Per come è strutturata la Formula E al momento, non è possibile pensare al predominio assoluto di un solo brand. Entrare in questo mondo per noi è una sfida, in ogni caso è una competizione e vogliamo vincere anche se per noi la prossima stagione sarà la prima, mentre per alcune aziende la sesta. Impossibile quindi fare delle previsioni riguardo ai risultati, abbiamo fatto sei giorni intensivi di test al momento”.

Con l’ingresso in Formula E e dopo la schiera di successi di Lewis Hamilton con il motore ibrido, viene da pensare se un giorno o l’altro non sia proprio il campione inglese ad approdare all’elettrico. “Dovreste domandarlo a lui, ho avuto il coraggio di chiederlo anche io in maniera informale a Lewis l’ultima volta che l’ho visto. Sono convinto  che lui abbia ancora molti anni davanti in Formula 1, vale il detto mai dire mai, stiamo anche a vedere come si svilupperà la Formula E”.

Il volante di un’auto di formula E con cui è possibile avere accesso ad oltre 1.000 comandi diversi.

Gli investimenti

All’inizio sono stati necessari investimenti maggiori, ma io sono convinto che la Formula E rappresenti al momento un giusto mix tra il budget richiesto e il ritorno in termini di valore, il tutto con grosse possibilità di crescita, sono convinto che il nostro ruolo, quello dei team, sia contribuire a questa crescita”, risponde il manager.

Come è stata per anni la Formula 1, anche le nuove competizioni rappresentano un campo di prova, nel caso di Mercedes le sinergie sono tante e di tipo diverso. “Credo che alla base il concetto per lo sviluppo delle auto elettriche di produzione o da corsa sia lo stesso: migliorare l’efficienza in termini di consumi e le prestazioni” racconta James: “Per questo motivo credo che ci sia uno scambio di conoscenza e informazioni in entrambe le direzioni. Ho fatto grossi sforzi per fare in modo che gli ingegneri dei due team lavorino a stretto contatto e collaborino”.

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