Il 74% dei gamer è stato molestato online

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Molestie online
(Foto: Pixabay)

Un recente studio pubblicato dall’organizzazione non-profit Anti-Defamation League ha affermato che il 74 per cento degli adulti che giocano online hanno subito una qualche forma di molestia.

Analizzando le risposte fornite dal migliaio di volontari intervistati, è emerso che tre adulti su quattro sono stati vittima di comportamenti non proprio piacevoli che vanno da insulti e trolling fino a qualcosa di ben più grave come minacce e discriminazione.

Scendendo più nello specifico, come raccontato su Kotaku, il 65 per cento degli intervistati ha subito gravi molestie come minacce fisiche o stalking durante il gaming online e il 29% il fenomeno chiamato “doxing” che si riferisce alla pubblicazione di dati e informazioni personali con intenti chiaramente malevoli.

I giocatori della comunità LGBTQ sono stati presi di mira per il loro orientamento sessuale, mentre ha subito epiteti razzisti un terzo dei giocatori di colore, latino-americani e asiatici. E il 40 per cento delle donne ha subito discriminazioni proprio perché di sesso femminile, facilmente distinguibile soprattutto per via dei giochi in cui si può dialogare con il microfono.

Non è un caso che i giochi più adrenalinici come Dota 2, Counter-Strike: Global Offensive, Overwatch, PlayerUnknown’s Battlegrounds, e League of Legends siano in cima alla classifica di quelli con più molestie. Ma non c’è solo del marcio, ovviamente, con l’80% degli intervistati che ha affermato di aver vissuto momenti piacevoli con titoli come World of Warcraft, Minecraft e NBA 2K protagonisti di esperienze positive.

Il 35% degli intervistati ha ammesso di essersi comportato in modo poco piacevole con altre persone incontrate durante il gioco con trolling o insulti.

La responsabilità, secondo l’associazione dalla storia ultracentenaria, è anche di chi dovrebbe vigilare mentre molto spesso lascia piattaforme, forum e spazi di condivisione completamente senza moderazione. “Guardando all’esempio di siti come 4chan o 8chan – ha affermato Daniel Kelly, della divisione Tecnologia e Società di ADL – senza moderazione un luogo di condivisione può diventare tossico“.

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