Rutger Hauer, re incontrastato del cinema medievale

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È paradossale che un attore diventato famosissimo e consegnato alla storia del cinema grazie a un film di fantascienza abbia avuto il vero cuore della sua carriera nel cinema medievale. Non è una specializzazione che si sceglie. Non c’è una scuola di recitazione per ruoli medievali, per cavalieri o stregoni, ma di fatto Rutger Hauer, che ci ha lasciato il 19 luglio 2019, all’età di 75 anni, ha lavorato tantissimo nel cinema in costume, e lì ha trionfato anche quando le produzioni erano scalcinate. Era un dato di fatto che quel volto così strano, alieno ma terribilmente affascinante calzasse in una maniera misteriosa i ruoli a cavallo, le armature e le spade.

Proprio nel medioevo è ambientato Floris, il suo esordio, una serie tv olandese del 1969, tutta azione e frecce che si basa su una trama che ricorda, almeno all’inizio, la leggenda di Robin Hood (Floris torna da un giro intorno al mondo e trova il suo castello occupato, motivo per cui decide di schierarsi in una guerra in cui prima era neutrale). È clamoroso che il suo primo ruolo sia quello che segnerà la sua carriera. Floris è un successo, verrà replicato per decenni in Olanda, tradotto in inglese ed esportato. Alla regia c’è Paul Verhoeven (il genio di Robocop e mille altri film folgoranti) e con lui Rutger Hauer diventa una star nel suo paese.

Dopo aver sfondato nel resto del mondo grazie a Blade Runner, trova l’ingaggio per la megaproduzione con Ladyhawke che ne ratifica lo statuto di cavaliere. Se si esclude il film di Ridley Scott per eccesso di meriti, è proprio Ladyhawke la produzione che lo stampa nell’immaginario anni ‘80. Se Roy Batty è un personaggio irripetibile, troppo strano, unico e particolare, il cavaliere Navarre invece è proprio ripetibile e diventa il suo classico. Era già stato terrorista dandy in I falchi della notte accanto a Stallone ma con Ladyhawke risulta chiaro quale sia il vero Rutger Hauer. L’impressione è cementata dal fatto che nello stesso anno (il 1985) esce con l’ultimo dei 6 film girati con Verhoeven, il migliore, L’amore e il sangue. È una versione non fantasy, non mitologica, non romantica di Ladyhawke, in cui è un cavaliere carnale e duro, è un film di lame e sesso, carne marcia e malattie, in cui ovviamente Rutger Hauer calza benissimo.

Seguiranno quasi 20 anni di peregrinazione lontano dal cinema medievale, 20 anni non proprio fortunatissimi in cui passa da film di serie B come protagonista, a produzioni un pochino più sofisticate come caratterista. Diventa l’eroe del cinema d’azione e suspense, spesso direct to video. È villain fenomenale in The Hitcher ma anche duro impassibile in Furia cieca, è sia Detective Stone che Nick Randall in Wanted vivo o morto . Mai realmente buono, mai realmente conciliante, i suoi ruoli migliori erano condizionati da quella faccia e quello sguardo. Rutger Hauer non aveva il volto compassionevole, non aveva i lineamenti della persona di buon cuore, ruolo che non ricopriva mai se non nei film da giovanissimo in Olanda (Fiore di carne). Per il resto anche nel suo film più romantico (Ladyhawke) è duro e spigoloso, difficilissimo da prendere e facile all’ira.

Solo nel 2002 riemergerà. Nel frattempo ha trovato un’altra variazione del cinema medievale in cui riesce bene: i film di vampiri. Lo è stato nella serie Buffy – L’ammazzavampiri e lo sarà nei discutibilissimi Dracula III e Dracula 3D (in cui interpreta Van Helsing) di Argento. Era così impeccabile nella parte del cavaliere che funziona anche in Warrior Angels – Lame Scintillanti o in Minotaur (con un giovane Tom Hardy). Per il pubblico italiano poi è Federico il Barbarossa nella famigerata produzione di Renzo Martinelli Barbarossa. Sono film che nessuno con buon cuore potrebbe consigliare di recuperare ma lo stesso Rutger Hauer è la cosa migliore in ogni inquadratura. Recentemente aveva doppiato Kingdom Hearts III ed aveva girato di nuovo film in costume Emperor di Lee Tamahori (ambientato nel sacro romano impero) e The Mystery of The Dragon Seal: Journey To China, una produzione russo-cinese piena di star in pensione con Jackie Chan e Arnold Schwarzenegger a cui interpreta un ambasciatore. Non si era mai fermato.

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