A Milano nasce il campus per le startup che innovano il cibo

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Talent Garden Isola
Talent Garden Isola

Si chiama Isola, come il quartiere in cui si trova, ma lo scopo del terzo campus Talent Garden inaugurato a Milano è invece creare ponti e connessioni fra startup e grandi aziende per l’innovazione nel settore del cibo. Presentato dall’amministratore delegato e cofondatore Davide Dattoli, affiancato dall’advisory board composto dai rappresentanti di 10 aziende partner del progetto, il nuovo spazio ha comportato un investimento da 1.5 milioni di euro, per 2000 metri quadri di superficie con 180 postazioni di lavoro e 2 aule per l’Innovation School, per la formazione digitale della nuova generazione di professionisti del cibo italiano.

Il progetto di espansione

Il Tag numero 26, situato al piano terra del palazzo della Regione Lombardia, è il primo basato su una tematica “verticale”, innovazione e tecnologia applicate all’alimentare e sostenibilità appunto, e fa parte di un piano di espansione lanciato con la recente raccolta di 44 milioni di euro di finanziamento. Talent Garden è ormai la più grande piattaforma di networking e formazione per l’innovazione digitale in Europa: già presente in 8 paesi, si prepara ad aprire altre 20 sedi. Quest’anno il taglio del nastro è avvenuto a Roma Ostiense e all’Ogr Tech di Torino, mentre altri due arriveranno a breve a Madrid e Vilnius.

Sono già 30 le startup presenti nel nuovo campus milanese, dove potranno interagire con il mondo corporate e con la community internazionale connessa in Talent Garden. L’advisory board è composto da Accenture, Blu1877 (Barilla), Eataly, Electrolux, Future Food Institute, Gambero Rosso, Lavazza, Unilever e Var Group. Darà vita ad attività di sviluppo e mentoring per le nuove attività, previsto per il 2020 anche un master sul digitale nel tema del cibo.

Veronica Barbati, presidente Coldiretti Giovani, al Talent Garden Isola (ufficio stampa TaG)
Veronica Barbati, presidente Coldiretti Giovani, al Talent Garden Isola (ufficio stampa TaG)

Le startup

Dalla produzione alla distribuzione, dal packaging al marketing: fra le realtà innovative nel nuovo Talent Garden c’è per esempio ristoranti.it, che offre ai ristoratori la possibilità di sviluppare app personalizzate per gestire prenotazioni, ordini e voucher di sconto. Oppure Mr. Ideas, che con i droni monitora lo stato di salute dei campi agricoli, permettendo di valutare i valori di acidità e zucchero all’interno del grappolo d’uva con le telecamere termiche. Ancora, Meracinque di Verona, impresa di famiglia rinnovata da cinque sorelle venete che hanno ereditato l’attività paterna, portando l’internet farming 4.0 nella coltivazione del riso Carnaroli classico. Infine, Quomi che consegna a domicilio gli ingredienti necessari nella quantità giusta per una tagliata di chianina, un orzo al vapore e un salmone limone e pepe rosa, onde evitare sprechi.

Il settore dell’innovazione alimentare promette una grande espansione, visto che nel corso del 2018 c’è già stato un incremento del 200% dei finanziamenti alle startup upstream, quelle che operano più vicino alla azienda agricola o nella supply chain prima del rivenditore (secondo l’Europe Agrifood Tech Funding Report) e per il 2022 si prevedono 250 miliardi totali di investimenti (fonte: Research and Markets & Cb Insight).

Il foodtech è la tecnologia più antica del mondo, ma nel 2050 sulla Terra ci saranno quasi 10 miliardi di persone e la sfida diventa produrre in modo sostenibile – spiega Dattoli -. Sebbene l’Italia sia il terzo ecosistema europeo per investimenti dietro a Regno Unito e Francia, l’Europa rappresenta solo il 9% dei finanziamenti mondiali in ambito foodtech. Per questo abbiamo deciso di investire in questa direzione puntando su tre direttrici: tracciabilità, nuovi alimenti e digitalizzazione. Il nostro obiettivo è contribuire a colmare il ritardo culturale che esiste in Italia sul tema dell’innovazione digitale e che rende difficile il dialogo tra le grandi corporate del food, ma non solo, e le startup del settore e di favorire l’interesse degli investitori”.

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