Cucina stellata? La ricetta te la consiglia Barilla con gli smart speaker

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Orecchiette con zucchine in salagione, menta e frangipane di Davide Oldani (foto: We Are Social)

La tradizione orale ha sicuramente contribuito alla grandezza della cucina italiana, almeno quella praticata dalle persone comuni. E se i tempi cambiano e i mezzi pure, l’aspetto voice resta e si evolve. Ai vecchi consigli della zia si sostituiscono invece le ricette d’autore degli chef, rigorosamente comunicate grazie alla tecnologia vocale. Al mantra tech più imperante del momento approda anche Barilla, che lancia la sfida a chi in cucina ama mettersi alla prova con ricette e impiattamenti meno nella media.

Debutta infatti, per i dispositivi Amazon Echo, la skill Barilla che permetterà agli utenti di cimentarsi con le idee creative di Davide Oldani, Pietro Leemann, Lorenzo Cogo e Viviana Varese. Il tocco distintivo dei quattro apprezzati professionisti della cucina, e titolari di stelle Michelin, si traduce in dodici ricette, tutte da ascoltare (passando poi all’azione): a guidare gli utenti sarà Alexa, appunto.

Seguendo le istruzioni vocali, gli utenti potranno cucinare dodici ricette inedite e create appositamente per il debutto della skill. Dialogando con l’assistente vocale, l’utente indica lo chef di riferimento, successivamente una delle tre ricette a disposizione; si procede poi passo passo.

E se in cucina conta l’estro, ci vuole però anche metodo: niente dosi a caso, sarà la stessa skill a calcolare le giuste quantità in relazione al numero degli ospiti indicato da chi usa il servizio. Non manca anche l’integrazione possibile con altre skill, per attivare il timer o promemoria sulla spesa.

E se la cucina è, per molti, un’evasione, ad accompagnare la preparazione delle ricette sarà anche una colonna sonora d’autore, ispirata allo stile distintivo dei quattro maestri. Le potenzialità degli assistenti vocali, e di Alexa in questo caso, entrano in uno dei luoghi più amati dagli italiani, la cucina: forse non una novità in sé (gli assistenti vocali sono utili proprio nel quotidiano) ma a fare la differenza è la mediazione di un brand che ha spesso incarnato l’idea di cucina e convivio in maniera tradizionale.

Il momento storico  è di per sé quello giusto: come confermavano lo scorso aprile i dati dell’osservatorio dell’internet of things della School of management del Polimi, il mercato italiano iot nel 2018 ha continuato a crescere a ritmi sostenuti; e se la smart home è l’ambito dove si è attestata la crescita più elevata (con un +52%), sono proprio gli assistenti vocali a rivestire il ruolo di “principale motore della crescita delle soluzioni per la smart Home, con grandi investimenti in marketing promossi dall’arrivo sul mercato degli Ott e con l’effetto traino sulla vendita di altri oggetti smart per la casa”.

Insomma gli italiani hanno deciso che dialogare con gli assistenti vocali può tornare comodo, abbandonando quindi una visione teorica della smart home e abbracciandone una più pratica, utile a migliorare diverse dinamiche quotidiane, compresa l’attività in cucina. Un certo cambio di passo culturale c’è, anche da parte degli chef, che ormai amano condividere parte della loro abilità con il pubblico (e se la tv è il mezzo vecchio con cui farlo, quello nuovo sono i voice speaker). E a cena, con gli amici più curiosi, potrebbe essere più comodo cedere direttamente la parola ad Alexa per spiegare come cucinare “fusilli di lenticchie rosse, bagna cauda e menta” con buon successo.

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