La storia dei dazi statunitensi su alcuni prodotti europei

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(foto: Spada – LaPresse)

Il 2 ottobre l’Organizzazione mondiale del commercio ha autorizzato gli Stati Uniti a imporre dazi sulle merci europee per un valore di 6,8 miliardi di euro l’anno come forma di ritorsione per i sussidi impropri coi quali l’Unione europea ha aiutato Airbus, una delle più grandi aziende costruttrici di aerei.

La risposta alla domanda cosa c’entrano gli Stati Uniti con l’Unione europea ed Airbus è che sono stati gli Usa a denunciare l’illegittimità di questi sussidi, già nel 2004. Negli anni successivi la faccenda si è complicata perché l’Unione europea li ha accusati di aver fatto la stessa cosa con l’americana Boeing, altra azienda costruttrice di aerei in competizione con Airbus.

I prodotti colpiti

Le tariffe entreranno in vigore il 18 ottobre e colpiranno diversi prodotti, tra i quali il parmigiano reggiano e il whiskey scozzese, causando grosse perdite alle imprese che derivano buona parte dei loro ricavi dalle esportazioni. Quando viene applicato un dazio, infatti, il prezzo del prodotto aumenta e questo può scoraggiare gli acquisti.

La scelta di imporre dazi su alcuni prodotti tipici – come il parmigiano – ma non su altri è totalmente arbitraria. L’Organizzazione mondiale del commercio ha infatti dato il via libera all’imposizione delle tariffe ma non ha specificato quali merci avrebbero dovuto colpire, né a quanto sarebbero dovute ammontare.

Come fa notare il Wall Street Journal, il dipartimento del Commercio americano avrebbe anche potuto optare per dazi del 100%. Invece, ha deciso di imporre tributi del 10% sui prodotti del settore aeronautico e del 25% su quelli dell’agroalimentare. Tra questi ultimi rientrano il caffè, le olive spagnole, il prosciutto cotto, alcuni salami, il pecorino romano, i vini francesi e alcuni amari come Averna e Disaronno.

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela del parmigiano reggiano, ha detto che l’introduzione delle tariffe farà lievitare il prezzo del formaggio negli Usa dagli attuali 40 euro a 60 al chilogrammo, e ci saranno perdite fino al 90% nel giro d’affari oltreoceano.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che i dazi sono un problema “molto serio” e spera di poter convincere l’amministrazione Trump a fare un passo indietro. L’Unione europea invece sta pensando di imporre a sua volta dazi alle merci americane. Per farlo dovrà però aspettare un altro verdetto del Wto, che l’anno prossimo dovrebbe esprimersi sui sussidi che gli Stati Uniti hanno garantito a Boeing – anch’essi, come detto, fortemente sospettati di essere illegali.

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