Gli eredi di Prince contro Trump per l’utilizzo di Purple Rain

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Non sono certo tempi facili per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo lo scandalo della telefonata al presidente ucraino e il rischio di impeachment e dopo l’ignominiosa svolta sul fronte turco-curdo, il presidente deve affrontare la sempre più accesa ostilità non sono dei suoi avversari politici ma anche del mondo dello spettacolo. In particolare sono stati gli eredi di Prince a scagliarsi nuovamente in queste ore contro il coinquilino della Casa bianca, reo di aver utilizzato nuovamente la musica del grande artista scomparso nell’aprile 2016.

In un suo comizio tenuto l’11 ottobre scorso a Minneapolis, città natale dello stesso Prince, Trump avrebbe fatto ascoltare ai suoi supporter riuniti per un evento elettorale le note di Purple Rain. I rappresentanti del cantante, però, avevano già chiesto un anno fa che il politico non utilizzasse alcuna canzone del repertorio durante i suoi eventi. La lettera di diffida è datata proprio ottobre 2018 e i rappresentanti di Trump avevano risposto che, pur non ammettendo nessuna responsabilità, nessuna musica di Prince sarebbe stata utilizzata in future occasioni. Cosa che invece è successa in queste ore, scatenando l’ira degli eredi del musicista.

La lista di cantanti che hanno vietato al presidente di utilizzare la loro musica è del resto già vastissima, comprendendo nomi celebri da Rihanna ai Rolling Stones, dai Queen a Pharrell, da Neil Young a persino gli eredi di Pavarotti. Il novero di canzoni da eliminare dai suoi rally è dunque piuttosto corposo, anche se i giornali americani ironizzano sul fatto che possa suonare Kid Rock o Kanye West, suoi noti supporter, quante volte vuole.

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