Il tifone Hagibis ha fatto 47 vittime in Giappone

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La situazione a Nagano dopo il passaggio del tifone (foto: JIJI PRESS/JIJI PRESS/AFP via Getty Images)

Sabato 12 ottobre il Giappone è stato colpito dal più forte tifone degli ultimi 60 anni della sua storia. L’arrivo della tempesta, che è stata soprannominata Hagibis (“velocità” in filippino) e si è abbattuta con venti fino a 225 km/h, era stato anticipato ma ci sono state comunque vittime e danni. The Japan Times ha scritto che almeno 47 persone sono morte, 100 sono state ferite, 16 risultano disperse e centinaia di abitazioni sono senza corrente e senza acqua. Almeno 38mila persone che avevano abbandonato la loro casa dopo aver ricevuto l’ordine di evacuazione non sono ancora riuscite a rientrarci e sono al momento sfollate.

Pompieri, polizia ed esercito si sono mobilitati per raggiungere chi è rimasto intrappolato. I soccoritori all’opera a Nagano, una città a nord-est di Tokyo dove si sono rotti gli argini dei fiumi, indossano occhialini e respiratore: tanto è alto il livello dell’acqua. Sembra che le condizioni siano critiche anche ad Hakone, dove è caduto più di un metro d’acqua in sole 48 ore, un record. Tokyo, la capitale del Giappone, non ha invece subito grossi danni.

Nonostante ciò e le vittime, il paese ha deciso di non annullare alcuni degli eventi sportivi che erano in programma entro i suoi confini. Domenica mattina, a Suzuka – una città che non è stata colpita dal tifone – si è corso il Gran premio di Formula 1 mentre la sera, la squadra nazionale di rugby ha sfidato la Scozia vincendo 28 a 21 in quella che l’allenatore dei nipponici Jamie Joseph ha definito più di una semplice vittoria. “Questa partita è per voi, per tutti voi che soffrite a causa del tifone”, ha detto Joseph.

Tifoni sempre più violenti

Il tifone Hagibis è il secondo ad abbattersi in Giappone nel giro di poco tempo. Solo il mese scorso il paese era stato colpito da un’altra tempesta, Faxai, che aveva distrutto più di 30mila case. Alcune di queste non sono ancora state riparate.

Hagibis è stato però molto più violento e si è abbattuto su una superficie più estesa. Inoltre, come fa notare il corrispondente della Bbc a Tokyo Rupert Wingfield-Hayes, ha colpito a ottobre: una cosa insolita, dato che i tifoni sono tipici del periodo che va da luglio a ottobre. Il clima sta cambiando, e questo aspetto era già stato notato da uno studio del 2015 che mostrava come il numero di tifoni dagli anni Settanta in poi fosse duplicato e le tempeste fossero anche diventate il 15% più potenti.

Wingfield-Hayes sottolinea che questo aspetto è molto problematico. Tokyo si è infatti dotata di un elaborato sistema anti-inondazioni e non ha subito grossi danni ma ci sono moltissimi altri insediamenti, anche fuori dai confini del Giappone, che non hanno i mezzi per contrastare queste calamità.

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