In Italia, finalmente, le reti in fibra sono più di quelle in rame

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Connessioni internet tramite fibra ottica (Photo by Yann Schreiber / AFP) (Photo credit should read YANN SCHREIBER/AFP/Getty Images)

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha diffuso i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni mostrando come negli anni vi siano stati notevoli e profondi mutamenti nelle tecnologie usate per la fornitura del servizio telecomunicativo. Tim rimane leader di mercato sia per le reti fisse che mobili

Rete fissa

Con il passare degli anni, dal 2015 al 2019, le linee per la trasmissione del segnale telefonico e dati sono passate a tecnologie qualitativamente migliori rispetto alle precedenti linee in rame. Se prima del 2015 oltre il 92% delle linee sfruttava il rame per veicolare il segnale, dopo quattro anni, nel 2019, le stesse linee sono scese al 52% convertendo oltre 8,4 milioni di linee a tecnologie migliori come Fttc (fiber to the cabinet, +6,52 milioni di unità), Ftth (fiber to the home, +720 mila) e Fwa (fixed wireless access, + 690 mila).

Questo cambio di tecnologie ha portato un conseguente aumento delle prestazioni della rete in termini di velocità di connessione. I dati di Agcom mostrano come le linee con velocità di connessione inferiore ai 10 megabit al secondo (Mbit/s) siano un 22% delle linee broadband e ultrabroadband, rispetto ad oltre il 70% di giugno 2015.

Se la diffusione di queste linee è diminuita, al contrario sono cresciute le reti con velocità di connessione maggiore o uguale ai 30 Mbit/s passando dal 5,6% del 2015, al 50,3% delle linee broadband e ultrabroadband nel 2019.

Per quanto riguarda i provider dei servizi, Agcom riporta che Tim risulta essere il maggiore operatore con il 43,6% degli utenti, seguito da Vodafone con il 16,8%, e da Wind Tre e Fastweb, rispettivamente 14,8% e 13,5%.

Rete mobile

Per quanto riguarda i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni riguardanti le reti mobili, Agcom ha registrato un aumento su base annua del numero di sim pari a 3 milioni di unità. Questo aumento è dovuto all’introduzione delle sim machine to machine (M2M). La particolarità di queste sim è la tecnologia in grado di mettere in comunicazione diversi dispositivi tra loro, permettendo lo scambio di dati ed informazioni acquisite tra macchine al fine di migliorare i processi svolti dalle macchine stesse.

L’aumento di queste sim ha portato le sim “solo voce” e “voce+dati” a ridursi di 1,3 milioni di unità. Per quanto riguarda gli operatori Tim si conferma leader di mercato con il 30,4% degli utenti, seguita da Vodafone e Wind Tre con quote intorno al 29%. La new entry Iliad, nel primo anno di attività, ha raggiunto il 3,7% del mercato.

 

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