5 motivi per amare (e odiare) il Dr House

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Grey’s Anatomy sarà anche lo show che vanta il record di serie medical più longevo della storia, Er – Medici in prima linea mantiene quello di serie ospedaliera per eccellenza. A House – Medical Division spetta il primato, non da poco, di show che – assieme a Breaking Bad – ha rivoluzionato il concetto di protagonista delle serie televisive: da eroe senza macchia ad antieroe dai comportamenti discutili, da figura fissa a personaggio in evoluzione. A quindici anni dal suo debutto House è ancora il dottore della tv più noto del mondo, nonché il medico più amato, odiato, citato e copiato della Storia della televisione. Proprio quel Dr. House eponimo che per otto stagioni si è impasticcato fino quasi a uccidersi, ha rovinato la vita di quasi tutti gli amici e i colleghi che hanno avuto la sventura di frequentarlo e ha risolto i casi più curiosi della Storia della medicina. Insopportabile e magnetico, ecco i motivi per amare/odiare il Dr House.

1. Un personaggio irritante e irresistibile

Gregory (ma nessuno lo chiama così) è un uomo di mezz’età allampanato, zoppo, insofferente, cinico, offensivo e drogato. Nonostante le premesse non siano delle più allettanti, nel corso delle otto stagioni che hanno composto la serie creata da David Shore, House è diventato un sex symbol della televisione. Hugh Laurie, attore comico britannico tutt’altro che bello, in questo ruolo diametralmente opposto dai precedenti porta sul piccolo schermo un medico americano dilaniato dalla sofferenza e da un’indecifrabile fascino. È il professionista brillante e ribelle che non aderisce alle regole e le sfida costantemente, è l’individuo sarcastico ma esilarante dalla battuta disarmante, è il protagonista di una serie tv come non se ne erano mai visti prima, intrigante ma pieno di difetti, diretto in modo disarmante ma bugiardo, nobile ma altre volte ignobile. Lo si ama odiandolo.

2. Il miglior/peggiore dottore del mondo

House è un genio. A lui si rivolgono i pazienti con i sintomi più strani e incomprensibili che hanno perso la speranza di venire salvati da chiunque altro. Nella stragrande maggioranza delle situazioni dopo aver accettato il caso – per curiosità professionale, non per interesse umano verso il malcapitato prossimo alla morte – House avanza varie teorie e relative cure dopo esserci consultato con i suoi giovani assistenti, prende qualche cantonata e alla fine azzecca la diagnosi giusta e salva il paziente all’ultimo minuto.

Non si può non amarlo per la dedizione, ossessiva e totalizzante, con cui si accanisce sul caso fino a quando non lo risolve, ma è detestabile per la mancanza di rispetto, il disinteresse e a volte la crudeltà con cui House tratta i pazienti. Lui ricordava sempre che è meglio un dottore che ti salva che uno che ti tiene la mano quando stai male, ma un po’ di umanità non guasta…

3. Il capo che vorremmo – o forse no

House è un capo orribile. Nel corso delle prime stagioni è stato costantemente accompagnato da tre giovani e ambiziosi medici: l’arrogante Foreman, l’idealista Cameron e l’introverso Chase. I tre lo seguono incessantemente e avanzano teorie sulla malattia che il paziente di turno potrebbe aver contratto e se House si trova d’accordo procedono con la somministrazione dei farmaci pertinenti. I vantaggi di avere come mentore un medico brillante come House sono infiniti ma i tre, per tutta la durata della loro collaborazione con l’eccentrico medico, hanno subito umiliazioni e improperi.

Chase è stato addirittura vittima di un scontro fisico, e Cameron si è presa – prevedibilmente – una cotta per il superiore che non si è impegnato granché a mantenere le distanze. Ne sono usciti tutti psicologicamente provati e non se la sono passata meglio gli assistenti successivi – da Tredici a Taub ad Amber, vessati, bistrattati e presi in giro. Uno di loro non è – letteralmente – sopravvissuto.

4. Amante appassionato e ossessivo

Il personaggio incarnato da Hugh Laurie è stato un giovane uomo alto, con gli occhioni azzurri, ironico e spigliato. Prima di ammalarsi, diventare zoppo e dipendente dagli antidolorifici era il classico vincente, con una partner, la risoluta Stacy, con cui ha convissuto relativamente a lungo vivendo una relazionale complicata ma passionale, fino a quando il rapporto non si è logorato con il sopraggiungere della malattia. L’House pre-infarto è probabilmente l’uomo che tutte le donne – e alcuni uomini – vorrebbero, quello incattivito e sofferente che impariamo a conoscere e amare nella serie un po’ meno.

Il suo interesse amoroso nello show, la dottoressa Cuddy, viene puntualmente sfidata sul lavoro e lei altrettanto puntualmente dispensa pazienza e ammonimenti privi di veri e propri provvedimenti. Lo respinge, poi cede all’attrazione e lo accetta, e lui alla fine le rende la vita un tale inferno che lei si dimette e se ne va. Od et amo…

5. Un vero amico

House ha un solo amico, il dottor Wilson. Nessun altro lo sopporta, perché il dottore che ingoia pasticche di Vicodin come caramelle è invadente, egoista, capriccioso, dispettoso e sleale. Wilson è una sorta di “santo”, dalla pazienza infinita, sempre attento premuroso e altruista. L’opposto di House, il quale, nonostante tutto, si fa amare anche sotto questo aspetto dallo spettatore perché i suo dispetti gratuiti all’amico sono un intrattenimento comico che non stanca mai.

Durante l’ultima stagione, dove la situazione si ribalta e Wilson diventa quello tra i due più bisognoso di sostegno, House fa l’impossibile per l’amico. Chi ricorda il finale della serie, dedicata a uno dei bromance più solidi e appassionati della serialità americana, ammetterà che tutto sommato il Dr House si faceva amare – e odiare – anche come amico.

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