3 app di aiuto per le donne che subiscono violenza

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(Crediti: ANTHONY-WALLACE-AFP-via-Getty-Images)

Dalle parole, ai fatti. Può la tecnologia aiutare le donne vittime di violenza? Sì, ci sono app che sono state progettate con questo preciso scopo. Inutile sottolineare che in momenti di particolare pericolo non sempre c’è il tempo di prendere il cellulare e chiedere aiuto passando inosservate. Ma avere uno strumento in più può rivelarsi utile. Ecco tre app gratuite su cui poter contare in caso di bisogno. Si collegano con personale preparato o con contatti di fiducia, sfruttando la geolocalizzazione.

App-Elles

Viene dalla Francia ma è disponibile da anni anche in Italia, garantendo la privacy di chi la usa. Le vittime di violenza hanno a disposizione una serie di informazioni su strutture del territorio da chiamare o dove recarsi in caso di bisogno.

Ma soprattutto accedendo all’app riescono a contattare tre numeri di fiducia precedentemente impostati e il 112. L’utente riesce a mandare ai tre contatti la segnalazione di pericolo grazie al microfono del telefono che si attiva immediatamente e grazie all’invio da parte dell’app delle coordinate geografiche.

Il messaggio di aiuto viene inoltre registrato ed è possibile riascoltarlo per i 14 giorni successivi, prima che si cancelli in automatico. Può così costituire una prova diretta nel caso in cui si proceda a denunce o con indagini per accertare l’accaduto.

App-Elles è utile anche in caso di violenza domestica. L’app ha una funzione che le consente di venire camuffata, impossibile da intercettare e riconoscere agli occhi di un estraneo. Opzione utile nel caso di donne che sono sottoposte al controllo dei loro smartphone.

WhereAreU

È l’app ufficiale del numero europeo dell’emergenza 112. Funziona sfruttando la geolocalizzazione. In caso di pericolo, premendo un tasto inoltra automaticamente la chiamata a un operatore del 112, che provvede ad avvertire chi di competenza. Le forze di pubblica sicurezza, i vigili del fuoco o il soccorso sanitario.

Sono tre le opzioni tra cui si può scegliere quando la si usa. Cliccando un pulsante parte la chiamata vocale tradizionale. Nel caso in cui non si possa parlare, c’è il tasto per la chiamata silenziosa, oppure per la chiamata con la chat, a seconda del tipo di situazione in cui ci si trova.

È anche possibile inserire una lista di cinque contatti fidati visibili all’operatore che è in grado di avvertirli per metterli al corrente di quello che succede. A oggi questa app è attiva in Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta, Sicilia, provincia di Roma, provincia di Trento e Bolzano

S.h.a.w.

La particolarità di questa app è che è disponibile in 12 lingue, dall’italiano all’inglese, dal tedesco al rumeno, al mandarino. Permette in questo modo a donne di diversa nazionalità di accedere alle sue funzioni. Che sono da una parte informative, con il dettaglio dei centri da contattare in caso di necessità e una panoramica su come la legge italiana tuteli le vittime. Dall’altro pratiche, con il pulsante per chiamare direttamente il 112 e il 1522, ovvero lo snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking.

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