In Europa una donna su tre è vittima di violenza

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(foto: Stefano Montesi/Getty Images)

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita nel 1999 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare e prevenire un problema che non accenna a diminuire. In Europa, infatti, una donna su tre, sopra i 15 anni, ha subito violenza fisica e/o sessuale. Una su due è stata vittima di molestie sessuali e una su dieci le ha subite online.

Sono dei dati che rivelano una vera propria crisi, che esula dai confini europei. In tutto il mondo, infatti, in questi giorni ci saranno marce per riflettere e intervenire sulla questione affrontata da diversi punti di vista: violenza in rete, violenza sul posto di lavoro, stupri e femminicidi. Il tutto nell’ampio ventaglio dell’uguaglianza di genere. A questo proposito le tante iniziative c’è la campagna globale #RatifyILO190 che fino al 10 dicembre – giornata mondiale dei diritti umani – spinge verso la ratifica e l’implementazione degli ultimi strumenti adottati d’Ilo, Organizzazione internazionale del lavoro, ovvero la convenzione e la raccomandazione su violenza e molestie.

I numeri dell’Ue

Secondo l’Eige, ovvero l’istituto europeo per l’uguaglianza di genere, nel 2016 è stata uccisa nei paesi dell’Unione più di una donna al giorno, per un totale di 788 femminicidi. Lo stesso rapporto fa notare che lo stesso termine, che appunto indica l’omicidio di una donna, non è ancora stato “legalmente definito” nel diritto europeo. Tuttavia, i dati europei sulla violenza sulle donne sono frammentari e non aggiornati. L’ultima inchiesta a livello comunitario è stata condotta cinque anni fa, quando l’Agenzia europea per i diritti fondamentali ha intervistato 42mila donne, e conferma il dato che almeno una donna su tre ha subito violenza dall’età di 15 anni.

Un fenomeno che manca ancora di un coordinamento centrale seppur venga affrontato da una poliedricità di attori. La Commissione europea conferma il dato e specifica di aver finanziato, ad oggi, 173 progetti a livello nazionale volti proprio a ridurre la violenza di genere. Un altro studio, pubblicato dal servizio europeo per l’azione esterna dell’UE la scorsa primavera, ha messo il luce che il numero di donne che dichiara di aver subito violenza è più alto nei paesi dell’Europa orientale e sudorientale. Qui il 70 per cento dice di aver subito violenza a partire dal compimento dei 15 anni e il 21 per cento sostiene di esser stata vittima di “violenza fisica, sessuale o psicologica durante l’infanzia”.

La situazione in Italia

Sicuramente risulta più facile tracciare i numeri a livello nazionale. In Italia, l’ultimo report diffuso dalla Polizia di Stato, chiamato “Questo non è amore”, riporta i dati aggiornati al 2019 e parla di 88 vittime ogni giorno, ovvero una donna ogni 15 minuti. Il rapporto evidenzia che vittime e carnefici sono per lo più italiani: le prime nell’80,2 per cento dei casi, i responsabili nel 74 per cento dei casi. Ed è stato confermato che nella maggior parte dei casi è un volto amico a commettere la violenza. In aumento il numero dei femminicidi passati dal 37 per cento del 2018 al 49 per cento tra gennaio ed agosto 2019. Dall’inizio dell’anno stati 95 in Italia gli omicidi con vittime femminili, per una stima di uno ogni tre giorni. Nel 2018, le donne uccise erano state 142, una in più rispetto al 2017.

L’istat, invece, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità e le Regioni, ha condotto la prima indagine su 281 centri anti-violenza in Italia, diffusa lo scorso mese. Nel 2017, secondo lo studio, 43.467 donne (15,5 ogni 10 mila) si sono rivolte ai centri. Il 67,2 per cento ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza (10,7 ogni 10 mila). Tra quelle che hanno iniziato questo cammino, il 63,7 per cento ha figli, minorenni nel 72,8 per cento dei casi.

Non va meglio in Francia

In Francia sono già più di 115 le vittime dall’inizio del 2019. Oltralpe infatti c’è uno dei tassi più alti di omicidi legati alla violenza domestica nell’Europa occidentale. Per questo le proteste, quest’anno, sono state massicce come riportano vari media locali. Con l’hashtag #NousToutes le manifestanti accusano le autorità di non vedere il problema e di non fronteggiarlo adeguatamente. Anche un report del Consiglio d’Europa di Strasburgo ha puntato il dito contro le lacune francesi in merito : le politiche “non riconoscono la specificità della violenza contro le donne e tendono ad equipararla ad altre questioni sociali”. Intanto nelle ultime ore, quasi in risposta a tutto questo, il governo francese ha annunciato varie misure per combattere il fenomeno.

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