La storia della Ecto-1, l’auto degli Acchiappafantasmi

0
86
Questo post è stato pubblicato qui

L’uscita del primo trailer ufficiale di Ghostbusters Legacy, il nuovo film dedicato ai famosi acchiappafantasmi firmato da Jason Reitman (figlio di Ivan, regista dei primi due Ghostbusters), che, a differenza del reboot del 2016 con un cast tutto femminile, si ricollega con la pellicola del 1984, ha (ri)portato in auge una protagonista assoluta: l’Ecto-1.

Stiamo ovviamente parlando dell’auto che in Ghostbuster 1 e 2 ha aiutato gli iconici acchiappafantasmi negli spostamenti per le strade dell’infestata New York. Cerchiamo di ripercorrere l’interessante storia che si cela dietro quella che, negli anni, è diventata una protagonista della pellicola. L’originale Ectomobile è una Cadillac Miller-Meteor del 1959 convertita in ambulanza dalla Miller-Meteor. 

La Miller e la Meteor erano inizialmente aziende concorrenti. La Wayne Corporation, una società dell’Indiana che produceva autobus, al fine di diversificare la sua produzione, dapprima, nel 1954, acquistò la Meteor Motor Car (che costruiva limousine e ambulanze) e due anni dopo la A.J. Miller Company, produttrice di autofunebri e ambulanze. Grazie all’allineamento operato dalla Wayne, nel 1957 nacque così la Miller-Meteor.

Un’immagine della Miller-Meteor del 1959. Credit: mark6mauno (Mark Mauno), CC-BY-2.0, Via: Wikipedia

L’esemplare che è poi diventato la Ecto-1 è uscito dallo stabilimento di Piqua, Ohio, nel 1959 (complessivamente sono state prodotte 400 unità). Una delle particolarità di questa vettura erano le enormi pinne posteriori, le stesse della Cadillac Eldorado del 1959, e le ruote posteriori che per metà erano coperte dalla carrozzeria.

La Cadillac Miller-Meteor è una station wagon mastodontica, lunga  più di sei metri per ben tre tonnellate di peso. Per spingere cotanta lamiera c’era assoluto bisogno di un V8 “all’americana”, con una generosa cubatura di 6,3 litri e in grado di erogare 320 cavalli. Nonostante la generosissima stazza, la guida della Cadillac Miller-Meteor era piuttosto fluida grazie a un sistema di sospensioni pneumatiche.

L’auto venne scelta soprattutto per le maxi-dimensioni, utili a contenere tutte le varie attrezzature necessarie per scacciare i fantasmi. Insomma era un’auto indubbiamente pragmatica. Nell’idea originale di Dan Akroyd e Harold Ramis, che, oltre a essere protagonisti del film, hanno contribuito alla genesi dell’auto, la Ecto-1 avrebbe dovuto essere completamente nera, con luci stroboscopiche viola e bianche. Tuttavia l’idea della livrea nera è stata scartata dalla produzione dopo che il direttore della fotografia aveva sottolineato che la maggior parte delle scene sarebbe stata girata di notte.

Il registra Ivan Reitman ha poi contatto il disegnatore Stephen Dane  incaricandolo di progettare e supervisionare lo sviluppo della Ecto-1 da zero. Ecco quindi che prende vita la Ecto-01 come la conosciamo oggi: livrea bianca, logo sulle fiancate e sirene sul tetto. Lo stesso Dane ha poi ideato anche tutta l’attrezzatura degli acchiappafantasmi, compreso il famoso zaino protonico, il tutto in un tempo record di due settimane.

Per fini promozionali, la Ecto-1 è stata guidata da uno dei protagonisti di Ghostbusters (in costume) a New York poco dopo l’uscita del film, nel 1984, provocando una serie di tamponamenti a catena causati da automobilisti distratti dal passaggio dell’ingombrante station. La “morte” della Ecto-1 è avvenuta sul set di Ghostbusters 2. Nel film si può chiaramente vedere che in una scena girata sul ponte di Brooklyn l’auto emette un poco rassicurante fumo grigio. La vettura è poi stata sostituita con un’altra Miller-Meteor acquistata dalla produzione, che è stata quindi convertita e denominata Ecto-1a.

La defunta Ecto-1 venne poi abbandonata in uno dei capannoni della Universal Studios. Tuttavia i numerosi fan sono riusciti ad acquistare l’auto e rimetterla in sesto sottoponendola a un meticoloso lavoro di restauro.

Sono i particolari, i feticci, a rendere immortale una pellicola. La Ecto-1 ha avuto tutte queste qualità contribuendo alla “memoria collettiva” dei Ghostbusters. La produzione è stata infatti bravissima a non scegliere un’auto bella, bensì una vettura “particolare”, in grado di far breccia nei cuori degli appassionati grazie ad alcuni particolari come le enormi pinne. Non è un caso che la Cadillac Fleetwood Brougham del 1984, che è stata scelta per il Ghostbusters tutto al femminile del 2016 non è stata per nulla apprezzata da fan. E non è un caso che il furbo Jason Reitman abbia scelto di far ritornare sulle scene la mitica Cadillac Miller-Meteor.

The post La storia della Ecto-1, l’auto degli Acchiappafantasmi appeared first on Wired.