Cgil fa causa a Deliveroo perché il suo algoritmo discrimina i rider

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L'app di Deliveroo (foto Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)
L’app di Deliveroo (foto Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)

La Cgil ha fatto causa al colosso britannico delle consegne di cibo a domicilio Deliveroo perché il suo algoritmo discrimina i lavoratori. A comunicarlo è stata la stessa sigla sindacale che, il 18 dicembre, ha annunciato di aver presentato al tribunale di Bologna un’azione legale contro l’azienda di food delivery, che in Italia conta più di 7.500 rider.

La causa portata avanti da Filt, Filcams e Nidil Cgil nazionali si concentra in particolare sull’uso dell’algoritmo Frank, utilizzato dalla piattaforma per valutare la produttività dei rider. Secondo quanto riportato da Cgil, infatti, “l’algoritmo, nell’elaborare i ranking reputazionali dei ciclofattorini che determinano di fatto le future opportunità di lavoro e le priorità di prenotazione per le consegne emargina, fino a estrometterli dal ciclo produttivo, coloro che non riescono a essere disponibili a loggarsi nelle aree di lavoro assegnate. Il rider che non si adegua alla logica dell’algoritmo viene gradualmente escluso dalle possibilità di impiego, arrivando in alcuni casi a essere deloggato dal sistema”.

In sostanza, si tratta della prima applicazione della legge entrata in vigore a novembre scorso e che, cercando di definire un nuovo quadro normativo, tutela i lavoratori della Gig economy, di cui fanno parte anche gli addetti alle consegne nel settore del food delivery. Di fatto, secondo la Cgil, l’algoritmo usato da Deliveroo penalizza i lavoratori che, per usufruire del diritto di malattia e di sciopero, o per ragioni che riguardano la conciliazione tra vita e lavoro, non si rendono continuativamente disponibili.

In vista dell’udienza fissata per il prossimo 2 gennaio, il sindacato chiede quindi al giudice che ai lavoratori della compagnia vengano riconosciuti pienamente il diritto di sciopero e di malattia senza dover subire penalizzazioni. Inoltre, chiede di collaborare con l’azienda per intervenire sui fattori di discriminazione dell’algoritmo.

Dal canto suo, Deliveroo afferma di non aver ricevuto alcuna informazione diretta né del procedimento riportano né dell’udienza del 2 gennaio. Inoltre, “non esiste nessun sistema che favorisce i rider che accettano più ordini” e, soprattutto, “l’algoritmo di Deliveroo, e ogni altra articolazione di Deliveroo, non discrimina i rider che partecipano, legittimamente, a manifestazioni o scioperi”, si legge ancora nelle parole della nota di Deliveroo riportate da Adnkronos.

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