Ces 2020, abbiamo assaggiato la finta carne di maiale di Impossible Food

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Las Vegas (Usa) – L’aspetto è quello rosaceo-marroncino che ti aspetteresti, ma l’hamburger di fake pork, la nuova preparazione di finta carne ricreata utilizzando prodotti vegetali, sorprende ancora più quando la addentiamo. La consistenza è quella tipica del maiale: compatta al primo morso e poi succosa e morbida, grazie alla maggiore presenza di grassi rispetto al manzo, ma anche saporita. Man mano che si mastica sotto i molari sembra di percepire la granulosità del macinato che si riduce senza diventare una insulsa poltiglia.

Questa è la sensazione che abbiamo provato assaggiando per la prima volta al mondo il nuovo prodotto che Impossible Foods ha presentato al Ces e lancerà presto sul mercato dopo aver rivoluzionato nel 2016 il mercato con l’hamburger di carne di manzo a base di vegetali. “Il motivo per cui lanciamo questo nuovo prodotto”, ha ricordato il Ceo della società americana, Pat Brown, ex professore di biochimica “è che la carne di maiale è la più consumata al mondo. Gli allevamenti di maiali però, come quelli bovini, causano enormi danni all’ambiente, senza contare che solo il 10 per cento delle proteine consumate dal maiale viene convertito nel prodotto finale che finisce in tavola, mentre nel nostro prodotto è il 100 per cento”. La ragione per cui la società era partita dal manzo è che negli Usa la bistecca di manzo è di gran lunga la più mangiata, a differenza ad esempio dei Paesi asiatici. Arrivare a farci credere, mangiando un composto a base vegetale, che stiamo addentando una salsiccia, è però stato meno facile di quanto si pensi: “A livello biochimico la carne dei due animali è simile al 95 per cento” ha detto Brown “ma sono i dettagli, ovvero quel 5 per cento di differenza, che bisogna ricreare per definire sapore e consistenza diverse”.

Una delle caratteristiche della carne di maiale è che in cucina è molto versatile, tanto che viene usata per preparazioni molto diverse a seconda del Paese dove viene consumata, dal polpettone italiano ai dumpling cinesi. Per dimostrare che anche il suo impossible pork mantiene tale caratteristica, l’azienda ha offerto ai giornalisti l’assaggio di diverse preparazioni: ad esempio mentre l’hamburger presentava la consistenza e il sapore della carne macinata, speziata e poi cotta in padella o alla griglia, piuttosto diversa è stata l’esperienza dei noodles all’orientale, conditi da una specie di sfilacci che ricordavano in bocca la texture che dà il maiale quando viene brasato a lungo. Nel bastoncino di carne panato alla giapponese, forse la frittura prendeva il sopravvento sul gusto della finta carne, mentre particolarmente convincente si è rivelata la polpetta: persino depurata dalla salsa agrodolce da cui era ricoperta, presentava al gusto una certa sadipità, granulosità e quantità di grassi in grado di soddisfare il palato e ingannare il cervello.

Non è dato sapere per ora quando la nuova carne di maiale a base vegetale arriverà sul mercato, né quanto costerà, ma intanto Impossible Food la sperimenterà lanciando dal 13 gennaio una salsiccia nei Burger King americani, dove già ha avuto successo il suo Impossible Burger di finto manzo.

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