L’aereo ucraino precipitato in Iran è stato abbattuto?

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(foto: Mahmoud Hosseini/Getty Images)

Trova sempre più spazio l’ipotesi per cui il Boeing 737-800 dell’Ukraine International Airlines con a bordo 176 persone sia stato abbattuto inavvertitamente da un missile iraniano lo scorso 8 gennaio. Sulla tragedia che vi avevamo raccontato – avvenuta poche ore dopo la risposta di Teheran agli Stati Uniti per l’uccisione del generale Solemaini il 3 gennaio – adesso alcuni governi, come quello americano, canadese e britannico, ritengono avere prove sufficienti per parlare di abbattimento e non di incidente, come ipotizzato in un primo momento. Tutte le persone a bordo – fra passeggeri ed equipaggio – sono morte nell’esplosione dell’aereo e nel conseguente schianto.

Fonti di intelligence Usa e del pentagono, scrive il New York Times, ritengono l’abbattimento “assai probabile”: un satellite ha rilevato segnali a infrarossi del lancio di due missili, probabilmente SA-15, di fabbricazione russa, seguiti dal segnale di un’esplosione. Sarebbero anche state intercettate delle comunicazioni fra le autorità iraniane a conferma del lancio di un missile verso l’aereo. Dal Canada – che ha perso 63 cittadini nella tragedia – il premier Justin Trudeau, in conferenza stampa, ha parlato di un missile terra-aria, riconoscendo tuttavia che l’accaduto “potrebbe essere stato non intenzionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Boris Johnson che ha specificato: “C’è una quantità di informazioni secondo cui il volo è stato abbattuto da un missile iraniano. Questo potrebbe essere stato involontario”. L’ipotesi più accreditata è quella che, involontariamente, durante il decollo del volo la difesa iraniana fosse in allerta, viste le ore di tensioni con gli Stati Uniti, e abbia scambiato l’aereo ucraino come parte di un’offensiva nemica. Anche Donald Trump, senza dirlo esplicitamente e senza accusare l’Iran, sembra concordare con questa ricostruzione: “Ho un sospetto, qualcuno dall’altra parte potrebbe aver fatto un errore” ha twittato il commander-in-chief. Anche l’Occidente concorda con questa ricostruzione: secondo quanto riporta il Corriere della Sera fonti dell’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, riferiscono che quella di Washington “è una ricostruzione che coincide con il materiale a disposizione dei servizi segreti” dell’Europa.

Voci illogiche

Dall’Iran però è arrivata una smentita netta e si è parlato di uno “scenario senza senso e illogico”, in quanto molti aerei volavano in quel momento nello spazio aereo iraniano. Secondo il portavoce del governo, Ali Rabiei, “tutte queste notizie sono una guerra psicologica contro l’Iran”. Sin da subito, poi, Teheran ha affermato la volontà di non seguire la consuetudine internazionale che prevede l’invio delle scatole nere al produttore, in questo caso Boeing, per consentire l’analisi di quanto accaduto. La Repubblica islamica ha però invitato la casa madre a inviare suoi rappresentanti per partecipare alle indagini. Intanto, gli inquirenti ucraini – la compagnia dell’aereo di proprietà di una rete di compagnie offshore di Ihor Kolomoisky, oligarca a stretto contatto con il presidente Volodimir Zelenskij – hanno chiesto alle autorità iraniane la possibilità di recarsi sulla scena del disastro per cercare, tra i frammenti, “i resti di un missile del sistema antiaereo russo Tor”.

Quello che sappiamo

Le informazioni di cui siamo in possesso al momento sono l’ora del decollo (6 e 12 minuti), l’ispezione di sicurezza avvenuta due giorni prima senza nessuna anomalia rilevata, la durata del volo prima dell’incidente, di circa due minuti, l’altezza da cui è precipitato (2,4 chilometri). A questi dati va poi aggiunto il fatto che nessun segnale o comunicazione è stata inviata dal pilota, situazione abbastanza inedita quando si verifica un incidente. Se qualche spiegazione potrebbe arrivare dalle scatole nere, va tenuto presente che sono state danneggiate nello schianto, come ha riferito Ali Abedzadeh, alla guida dell’Organizzazione dell’aviazione civile iraniana.

A queste informazioni si aggiunge poi un video, pubblicato su un canale pubblico di Telegram e poi verificato dal New York che mostrerebbe il momento in cui il missile colpisce l’aereo: si nota che il velivolo non prende fuoco subito, ma c’è un’esplosione e poi lo schianto. Altri filmati analizzati dalla testata mostrano che mentre precipitava l’aereo era in fiamme. Cosa che troverebbe riscontro anche nelle scenario della tragedia: dalle fotografie termiche sembra che uno dei due motori fosse in fiamme.

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