Caro Amadeus, un passo indietro fallo tu, e magari scusati

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Manca davvero poco, martedì 4 febbraio dal celebre palco del Teatro Ariston prenderà il via Sanremo 2020, la settantesima edizione del Festival che celebra la canzone italiana, kermesse che è la massima espressione del nazional popolare e a cui nessuno, nemmeno i detrattori del web, riescono a restare indifferenti.
Complice un calo degli ascolti del 2019 rispetto all’anno precedente e alcune accuse di “conflitto d’interesse”, a Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore del Festival per due anni, è stato sostituito Amadeus, uno dei volti più amati di Rai 1.
La scelta della Rai sulla carta sembrava la migliore, negli anni Amadeus ha portato al successo molte trasmissioni, collezionando share invidiabili. Poi però il conduttore, come si conviene a ogni direttore artistico, ha iniziato a dettare le sue linee guida. E sono iniziati i problemi.

(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Ma andiamo per ordine. Lo abbiamo anticipato, Sanremo ci piace, e piace a tutti, proprio per il suo essere fuori dal temporassicurante, per il suo renderci protagonisti di una prevedibile visione collettiva. Sappiamo come andrà, lo sappiamo dall’inizio e da sempre: ci sarà qualche bella canzone, torneranno sul palco i grandi della musica che piacciono tanto ai nostri genitori ma saranno accompagnati da qualche nuova voce, di quelle che piacciono a noi più giovani. Ci saranno i siparietti imbarazzanti tra conduttori, qualche papera in diretta, i super ospiti da applaudire, la promozione di un film in uscita da fare e qualche bella ragazza.

Sì perché Sanremo, con le sue scale da scendere e i fiori da consegnare, è anche teatro di un’implicita sfilata di moda, si commentano gli abiti dei partecipanti ma soprattutto quelli delle conduttrici. Dico conduttrici perché, negli ultimi anni, alle vallette mute o quasi che affiancavano il maschio di casa, era stata sostituita con convinzione la figura della vera presentatrice: donna capace e di mestiere, bella e intelligente, consapevole del suo ruolo. Per questo avevamo avuto Virginia Raffaele, Michelle Hunziker, Maria De Filippi. 

Festival di Sanremo 2018, prima serata: sul palco, Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino (LaPresse: Guberti/Rasero)
(LaPresse: Guberti/Rasero)

Con Amadeus, la paura è che si sia tornati alle vallette. Con lui sul palco il conduttore ha infatti voluto non una, non due, ma ben undici donne che si alterneranno al suo fianco sera dopo sera. Antonella Clerici, Monica Bellucci, Sabrina Salerno, Mara Venier, Diletta Leotta, Emma D’Aquino, Laura Chimenti, Francesca Sofia Novello, Georgina Rodriguez, Rula Jebreal e Alketa Vejsiu. Lo capite da voi che anche solo per una questione di tempi a loro non potrà essere concessa più che qualche battuta. Non ci sarà modo di conoscerle davvero, di affezionarsi a quelle che non conosciamo, di apprezzarle tutte.

Ma mai giudicare senza aver visto, e gli avrei anche concesso il beneficio del dubbio, se non fosse che alla conferenza stampa di presentazione del Festival Amadeus se n’è uscito con una serie di terribili affermazioni sessiste. Non alzate gli occhi al celo, è giunta l’ora di chiamare le cose col loro nome e quelle frasi – ora ci arriviamo – sono sessiste. Sono il retaggio di una mentalità arcaica e patriarcale che non solo ritiene le donne subalterne al maschio, ma è convinta che sia giusto così e che le interessate siano felicissime del loro ruolo.

(Getty Images)

Nel presentare al pubblico l’esordiente Francesca Sofia Novello, modella e influencer di professione, Amadeus ha detto: “Francesca Sofia Novello, ovviamente sono tutte molto belle, ma lei, una modella, una ragazza bellissima, sono contentissimo, Francesca è una sorta di scommessa personale, a volte non per forza devi conoscere, ero curioso. Questa ragazza molto bella, sappiamo essere la fidanzata di un grande Valentino Rossi, ma è stata scelta da me perché vedevo, intanto la bellezza, ma anche la capacità di stare vicino ad un grande uomo, stando un passo indietro. Malgrado la sua giovane età lei è una modella molto promettente destinata ad avere un grandissimo successo e mi piaceva essere il primo a portarla su un palco prestigioso come quello di Sanremo, poi è simpaticissima, quindi avrete modo di conoscerla e apprezzarla durante il Festival.

Prendiamo punto per punto: 

  • Francesca Sofia Novello è bella – lo vediamo, e non lo vedessimo Amadeus l’ha ribadito quattro volte.
  • È la fidanzata di Valentino Rossi.
  • Ha la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro.

Ma davvero? Ma che motivazione è? Anche tralasciando per un momento il sessismo, ma cosa significa essere capaci di stare vicino a un uomo stando un passo indietro? Non intervenire, non dire la propria, non mettersi nel mezzo? Perché sarebbe una buona caratteristica per una presentatrice a Sanremo? Amedeus l’ha scelta perché con lei al suo fianco era certo di spiccare? E poi davvero siamo ancora al punto del “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna?”. Per chi non lo sapesse questa celebre frase è stata attribuita alla scrittrice Virginia Woolf, che in un’epoca a cui alle donne non era permesso di primeggiare ha voluto sottolineare quante si nascondessero dietro il successo dei rispettivi mariti e compagni. In qualche modo quella frase voleva ridare dignità alle tante costrette a stare nell’ombra. 

Non so se Amadeus si sia reso conto della pericolosità di quel che ha detto, forse no visto che cinque secondi dopo ha presentato la giornalista Laura Chimenti come “Volto storico e più bello del Tg1” . E mi sarebbe piaciuto che Francesca Sofia rispondesse, o per lo meno non sorridesse nel sentire quelle parole. Va detto a sua discolpa che in una situazione del genere non era facile intervenire, e che nel momento in cui ha preso il microfono per dire qualcosa il conduttore è passato a presentare la sua vicina di posto, non dandole la possibilità di esprimersi.

Amadeus porterà sul palco undici donne, che sono belle, certo, intelligenti, alcune anche molto impegnate. Ma non basta. Non basta permettere a Rula Jebreal, giornalista palestinese naturalizzata italiana, di salire sul palco a parlare di violenza di genere, perché tanto pericolosa quanto una pacca sul culo, o una busta paga inferiore rispetto a un collega maschio che fa il nostro stesso lavoro, può essere una frase detta con superficialità e malcelato maschilismo.

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