Chi era Anna May Wong, la prima diva di Hollywood di origini cinesi

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anna may wong
(foto: Wikipedia)

Il doodle di Google di oggi, 22 gennaio, è dedicato al ricordo di Anna May Wong, una delle grandi attrici degli albori di Hollywood e una delle prime dive del cinema americano di origini cinesi. Nata il 3 gennaio 1905 a Los Angeles, poco lontana da Chinatown, Wong Liu Tsong (questo il suo vero nome alla nascita) era figlia di genitori di seconda generazione, considerando che i suoi nonni erano giunti dalla Cina già alla metà dell’Ottocento. Fin da bambina, Wong era appassionatissima di cinema, tanto da guadagnarsi a soli nove anni il soprannome di “Curious Chinese Child” per quanto ossessionasse gli addetti ai lavori affinché le dessero una parte in uno dei tanti film che popolavano la nascente industria di Hollywood dell’epoca.

Il suo debutto vero e proprio avvenne a 17 anni nel 1922 in Fior di loto, uno dei primi film muti a colori ispirato alla trama di Madame Butterfly e che uscì il 22 gennaio di 97 anni fa. Grazie anche al film successivo, Il ladro di Bagdad (1924), ottenne immediatamente una grande popolarità, imponendosi anche per il suo stile orientale. Frustrata però dalle parti stereotipiche che le venivano proposte e anche dal fatto che le grandi major preferissero attrici protagoniste bianche anche per i ruoli asiatici (il cosiddetto yellowface), Wong partì alla volta dell’Europa negli anni Venti e per i decenni successivi fece la spola fra i due continenti, apparendo in film come Piccadilly (1929), La figlia di Fu Manchu (1931) e Shanghai Express (1932) con Marlene Dietrich. Dopo ulteriori delusioni e numerose parti in film minori, durante la seconda guerra mondiale mise da parte la sua carriera per dedicarsi alla causa cinese contro l’occupazione giapponese.

Tornata sulle scene negli anni Cinquanta, Anna May Wong nel 1951 fece la storia divenendo la prima protagonista di origini asiatiche di un programma televisivo americano, The Gallery of Madame Liu-Tsong. Successivamente aveva previsto di tornare nel remake di Fior di loto in programma per il 1961, ma morì di un attacco di cuore il 3 febbraio dello stesso anno, all’età di 56 anni. Fin da subito fu ricordata per la bellezza e l’eleganza dei suoi ruoli, ma col passare degli anni la sua eredità cinematografica fu riconosciuta sempre di più nei suoi aspetti più profondi, in particolare per via dello strenuo tentativo di rappresentare le persone sino-americane in ruoli positivi ed empatici, in un periodo storico in cui negli Stati Uniti il razzismo nei confronti degli asiatici raggiungeva picchi di crudeltà e violenza.

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