Fuga da Libra: in 8 mesi 8 aziende hanno dato forfait a Facebook

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(Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Il progetto Libra, la criptovaluta di Facebook annunciata lo scorso giugno, perde un altro sostenitore. Anche il colosso della telefonia Vodafone ha deciso di sfilarsi dalla compagine della Libra Association, il consorzio di aziende che hanno sottoscritto l’impegno a gestire e supportare economicamente i piani del colosso dei social network nel mondo delle monete elettroniche.

Con quest’ultimo ritiro, l’ottavo in pochi mesi, ormai quasi un terzo delle 28 società che avevano inizialmente firmato l’accordo con Facebook per il lancio di Libra ha deciso di abbandonare l’impresa. Praticamente un’azienda al mese. A differenza della società che l’hanno preceduta, però, preoccupate soprattutto delle crescenti opposizioni delle istituzioni bancarie e delle autorità internazionali allo stablecoin di Facebook, Vodafone ha scelto di uscire dal progetto per concentrarsi su altre iniziative.

In particolare, come si legge su Coindesk, la compagnia vuole puntare al momento sul potenziamento del progetto M-Pesa, un servizio di trasferimento di denaro tra utenti della rete mobile di Safaricom, una controllata del gruppo Vodafone.

La Libra Association è comunque disposta a far entrare nuovi membri nel progetto, ma la data di lancio prevista per il prossimo luglio sembra ora allontanarsi sempre più. Nel frattempo, le istituzioni bancarie internazionali hanno iniziato a muoversi in parallelo per discutere invece di un quadro normativo e di gestione comune per le criptovalute promosse dalle banche centrali.

Lo scorso 21 gennaio, le banche centrali di Canada, Inghilterra, Giappone e Svezia, insieme alla Banca centrale europea e alla Banca centrale svizzera hanno deciso di unirsi alla Banca dei regolamenti internazionali per creare un organo internazionale che valuti le potenzialità e i rischi delle valute digitali gestite dalle banche centrali.

Secondo quanto si legge nella nota congiunta pubblicata dalle banche riunite nel nuovo soggetto, il gruppo sarà co-diretto dal membro del consiglio della Banca centrale europea Benoît Cœuré e dal vicegovernatore della Banca d’Inghilterra Jon Cunliffe, e avrà lo scopo di valutare e sorvegliare gli usi delle criptovalute gestite dalle banche centrali; le scelte economiche, funzionali e tecniche fatte su quelle valute, inclusa l’interoperabilità su mercati esteri, e lo scambio di conoscenze sulle tecnologie emergenti”.

Si tratta insomma di un organismo internazionale volto a definire un quadro di regolamentazione comune per le criptovalute di stato, in un momento in cui questo tema è sempre più attuale, anche per l’imminente lancio della valuta digitale cinese e dei piani per realizzare una versione elettronica del dollaro annunciati qualche giorno fa dall’ex capo della commissione americana Commodity Futures Trading Commission, Christopher Giancarlo.

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