La Grecia ha eletto la sua prima presidente della repubblica donna

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(foto: Getty Images)

La Grecia ha per la prima volta una presidente della repubblica. Una donna, infatti, non aveva finora mai ricoperto questa carica nel paese del Mediterraneo. Si tratta di Katerina Sakellaropoulou, magistrato con una vocazione per l’ambiente e finora presidente del Consiglio di stato (anche in questo caso, era la prima donna a ricoprire l’incarico). Sakellaropoulou è stata eletta dal parlamento ellenico con 261 voti su 300 e, così, prenderà il posto che dal 2015 era di Prokopis Paulopoulos. Entrerà ufficialmente in carica il prossimo 13 marzo e il suo mandato durerà fino al 2025.

A optare per il suo nome non è stato solo un singolo partito politico. “È giunto il momento per la Grecia di aprirsi al futuro”, aveva dichiarato a inizio mese il primo ministro conservatore Kyriakos Mitsotakis, presentando proprio il nome di Sakellaropoulou per il voto parlamentare. L’elezione è arrivata sia grazie ai voti del suo partito di centrodestra Nea Demokratia (Nuova democrazia), ma anche di Syriza, la formazione di sinistra dell’ex premier Alexis Tsipras, e del movimento di centrosinistra Alleanza per il cambiamento (Kinal). La presidente, ha detto il primo ministro, “è il simbolo dell’unità della nazione greca” e dovrà “guidare la transizione del paese a una nuova era”.

 

Chi è Sakellaropoulou

Sessantatré anni, la nuova presidente ha un profilo istituzionale, politicamente neutro e orientato all’esperienza internazionale. Nata a Salonicco, ha studiato giurisprudenza all’università di Atene, dove si è laureata nel 1978, per poi specializzarsi in diritto amministrativo e diritto costituzionale in Francia, alla Sorbona di Parigi. Solo quattro anni dopo è stata nominata relatore del Consiglio di stato. Durante la sua carriera ha assunto diversi ruoli nell’Associazione dei funzionari giudiziari del Consiglio d’Europa, della quale è stata per due volte presidente.

Il diritto ambientale è la sua specializzazione: come magistrato ha seguito diversi processi che in Grecia hanno fatto discutere, come quello sulla deviazione del fiume Acheloos nella pianura di Salonicco. Al diritto ambientale ha dedicato anche diverse delle sue molte pubblicazioni giuridiche, e ha contribuito al libro Crisi finanziaria e tutela ambientale sulla giurisprudenza del Consiglio di stato. Si è occupata di anche di tutela delle foreste, energia rinnovabile e impatto ambientale delle infrastrutture.

Divorziata, vive con il suo attuale compagno e ha un figlio dal precedente matrimonio. Nelle scorse ore, come riportano vari siti greci, si è aggiunta al vasto insieme delle vittime del giornalista italiano Tomaso de Benedetti – noto per creare notizie false – che ha creato una sua finta pagina Twitter. Il vero profilo Facebook – di cui si può vedere ancora qualche foto – è comunque stato ristretto dopo l’annuncio della sua elezione.

Gender gap in Grecia

È sicuramente una notizia per tutta la Grecia, quella dell’elezione di una presidente della repubblica; una notizia che a casa nostra, invece, non abbiamo ancora dato. Un ottimo segnale verso un cambiamento, soprattutto se si guardano gli ultimi dati pubblicati dall’European institute for Gender Equality. La Grecia – seppur nel corso del tempo abbia visto lievi miglioramenti, seguiti poi da cali – nel 2019 è risultata infatti l’ultima nazione nell’Unione europea a colmare il divario. Una situazione che si aggrava proprio nell’ambito politico-istituzionale, dove si registra il risultato più basso rispetto agli altri settori.

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