Parlamentare tunisino a Salvini: “Chieda scusa alla famiglia del Pilastro”

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La visita di Salvini a Bologna, in versione questuante-giustiziere della notte, è l’argomento caldo del giorno. La domanda “lei spaccia?” rivolta attraverso un citofono ai componenti di una famiglia tunisina residente nel quartiere Pilastro, non è passata inosservata solo in Italia. Il deputato tunisino Sami Ben Abdelaali, residente a Palermo e sposato con una siciliana, ha parlato questa mattina a nome dell’intera Assemblea Nazionale del suo Paese:

In Tunisia quest’azione vergognosa di Salvini ha scatenato una grande protesta unita a manifestazioni di solidarietà nei confronti della famiglia tunisina e del minore citati per nome dall’ex (per fortuna) ministro dell’Interno. Siamo sbalorditi per l’attacco diffamatorio nei confronti di una famiglia di lavoratori, oltretutto sferrato da una persona che in Italia ha ricoperto incarichi di governo. Anche se un parente di questa famiglia ha avuto precedenti penali, questo non giustifica una tale campagna di odio. Chi sbaglia deve pagare, ma non possiamo tollerare il discredito sull’intera comunità tunisina che è sana e lavoratrice“.

E ancora: “Trattare così nostri immigrati è una vergogna difendo la dignità e diritti dei nostri cittadini. Se ci fosse stato un problema si poteva segnalare alle autorità competenti, senza alcun bisogno di messinscene a favore di telecamere. Salvini capisca che queste azioni per ottenere qualche voto in più non sono più di moda, i rapporti internazionali fra Italia e Tunisia vanno bel al di sopra dei suoi incitamenti discriminatori“.

A suggerire questa notizia di reato al giudice istruttore Matteo Salvini è stata una vicina di casa aspirante sceriffo, che ha accusato un po’ tutta la famiglia di spacciare, puntando il dito in particolar modo contro padre e figlio minorenne. Il 17enne non era in casa quando Salvini ha condotto la sua approfondita indagine sul campo, suggerita dalla sua fonte considerata assolutamente attendibile.

Il giovane è stato successivamente intervistato da un giornalista di Fanpage, al quale, in perfetto italiano e con spiccato accento bolognese, ha negato di spacciare: “Io non faccio queste cose. Ho 17 anni, vado a scuola, faccio la vita di qualsiasi altro studente“. Il giovane ha anche difeso il padre, che lavora come Corriere per Bartolini, raccontando il dispiacere provato dallo stesso per questo episodio assolutamente inaccettabile.

L’unico che ha precedenti penali in famiglia è il fratello maggiore del giovane. L’uomo, che oltretutto da tempo non vive più nel caseggiato, ha giurato di aver cambiato vita dopo aver pagato il suo conto con la giustizia. La famiglia tunisina ha annunciato l’intenzione di voler sporgere una denuncia nei confronti della vicina di casa, che evidentemente non si è ben resa conto di cosa stava facendo.

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Parlamentare tunisino a Salvini: “Chieda scusa alla famiglia del Pilastro” é stato pubblicato su Polisblog.it alle 13:17 di Wednesday 22 January 2020