Cosa è successo negli ultimi 20 anni di lotta al cancro

0
119
Questo post è stato pubblicato qui

Il 4 febbraio è la Giornata internazionale contro il cancro e quest’anno segna il ventesimo anniversario. È stata infatti istituita nel 2000 a Parigi, in occasione del  World Summit Against Cancer for the New Millennium. Come ogni anno Fondazione Airc partecipa alla campagna, e ha deciso di ricordare cosa è successo in questi 20 anni.

Perché se è vero che la ricerca della cura (anzi, delle cure) non si ferma, i passi avanti ci sono stati. Chiunque sia stato vicino a un malato che ha perso la vita può di certo dire che non sono stati abbastanza. Specialmente se consideriamo che sui media, spesso e volentieri, si esaltano risultati preliminari e incompleti (se non fraudolenti) che alimentano speranze ingiustificate. Ma dando uno sguardo ai progressi effettivamente ottenuti solo in questi ultimi vent’anni c’è ragione di continuare ad avere fiducia nella ricerca scientifica: il cancro diventa sempre più curabile.

2000-2005: comincia la rivoluzione genetica

La prima bozza del genoma umano è stata completata nello stesso anno in cui questa giornata veniva istituita. Qualcuno potrebbe dire che fosse destino: è stata probabilmente la genetica, più di ogni altra disciplina, a trascinare la ricerca contro i tumori. L’anno successivo sarebbe stato approvato l’imatinib, il primo farmaco antitumorale a bersaglio
molecolare sviluppato con un approccio razionale. Significa che il farmaco, efficace contro la leucemia mieloide cronica, è stato progettato partendo dal meccanismo molecolare che causava la malattia. Nella leucemia mieloide cronica un’alterazione cromosomica porta a un gene mutato, da cui deriva una proteina anomala in grado di produrre il tumore. Il farmaco si lega a questa proteina, inibendo la sua azione. Grazie a questo tipo di terapie, oggi sopravvive fino al 95% dei pazienti.

La bozza del genoma uscì in contemporanea sulle riviste scientifiche più conosciute al mondo: Nature e Science

Il principio è simile a quello dei farmaci anti-angiogenici (che bloccano la formazione di vasi sanguigni, affamando il tumore) e anti-EGFR (bloccano il recettore, sulla superficie delle cellule, per il fattore di crescita dell’epidermide). Approvati nel 2004, in entrambi i casi si usano molecole su misura, come gli anticorpi monoclonali, per bloccare l’azione di specifiche proteine che aiutano il tumore. Si fa un passo avanti anche nella chirurgia. Nel 2002 uno studio di Umberto Veronesi prova che la quadrantectomia, dove si asporta solo una parte della mammella colpita da tumore, è efficace quanto la mastectomia, con totale asportazione.

Anche con la prevenzione si fanno passi avanti. Nonostante le pressioni negazioniste, nel 2005 il divieto di fumo nei locali pubblici diventa realtà. È infatti sempre più chiaro dagli studi che molti tumori potrebbero essere evitati adeguando dieta e altri comportamenti. L’Airc ricorda anche il premio Nobel per la scoperta che il batterio Helicobacter pylori può causare, oltre all’ulcera, anche il cancro allo stomaco. Del 2005 anche il primo nanofarmaco, costituito da un piccolo involucro biologico, chiamato liposoma, usato per trasportare un farmaco chemioterapico (doxorubicina) direttamente al cancro.

2006- 2010: vaccini e Nobel

In questo lustro viene approvato, nel 2006, il vaccino anti papilloma virus, il virus che causa il cancro alla cervice uterina. Il vaccino permette non solo di prevenire questo cancro, ma anche altri causati in parte dallo stesso virus (ano, vagina, pene, orofaringe). Nel 2008 la scoperta del legame causale tra il virus e la malattia è premiata con il Nobel. Nel 2010 è approvato, negli Stati Uniti, un altro vaccinosipuleucel-T. In realtà in questo caso si tratta di un vaccino terapeutico, non preventivo. Dovrebbe addestrare il sistema immunitario ad attaccare il tumore alla prostata. La sopravvivenza è bassa, e in Europa non è stato approvato, ma in seguito lo stesso razionale sarà usato con successo in altri tumori.

Nel 2007 è approvata la trabectedina, un nuovo farmaco antitumorale sviluppato in Italia da Maurizio d’Incalci e collaboratori, utilizzato nel trattamento dei sarcomi. Si continua inoltre ad approfondire il ruolo di dieta ed esercizio fisico nella prevenzione, ma anche l’aspirina sembra avere un effetto protettivo per il cancro del colon retto, secondo uno studio del 2010. Anche la diagnostica fa passi avanti grazie alla genetica, per esempio per il cancro al seno nasce un test rapido chiamato GeneSearch BLN Assay che permette, durante lo stesso intervento chirurgico, di sapere se i linfonodi sono stati infiltrati da metastasi, e devono quindi essere rimossi, oppure no.

Un altro Nobel, nel 2009, va alla scoperta che i telomeri, strutture alla fine dei cromosomi che regolano la vita della cellula: duplicazione dopo duplicazione si accorciano fino a che la cellula muore. Le cellule del cancro invece sono immortali perché è mantenuto attivo un enzima, la telomerasi, che mantiene intatta la lunghezza.

2011-2015: arriva l’immunoterapia

Il primo tentativo di usare il sistema immunitario contro il cancro è del XIX secolo. Il Dr. William B. Coley guarì un paziente infettandolo deliberatamente con un batterio: gli iniettò streptococco direttamente nel tumore. La reazione immunitaria seguente si liberò dello streptococco e anche del tumore. L’avvento dei primi chemioterapici fecero dimenticare l’esperimento di Coley, ma nell’ultimo decennio gli scienziati hanno recuperato. Nel 2011 è stato approvato dall’Fda per il melanoma il farmaco ipilimumab, un anticorpo monoclonale che si lega alle cellule del sistema immunitario prevenendo la loro inibizione da parte del tumore. In altre parole, le cellule cancerose, prima immuni, diventano attaccabili. L’immunoterapia, assieme a chirurgia, radioterapia e chemioterapia, sarà presto considerata la quarta arma contro il cancro.

L’anno successivo Crispr rende l’editing genomico alla portata di tutti, aprendo nuove possibilità anche per le terapie contro il cancro. In questo periodo ci sono anche due grossi casi mediatici, che fanno capire quanto sia complicato comunicare alcuni temi. Angelina Jolie nel 2013 rende pubblica la sua scelta di sottoporsi a una doppia mastectomia preventiva, in quanto portatrice di geni che aumentavano molto il rischio di sviluppare cancro al seno. Nel 2015 invece c’è il caso dello Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) che classifica come probabilmente cancerogena la carne rossa, e come cancerogeni gli insaccati. Il dibattito che è seguito non si è ancora concluso, ma su cancro e dieta valgono i consigli di sempre.
Un’altra importante scoperta italiana: la dottoressa Lucia del Mastro dimostra che la triptorelina mantiene la fertilità delle donne sottoposte a chemioterapia.

2015-oggi: Cellule Car-t e Big data

Negli ultimi cinque anni Car-t è diventata una sigla familiare. Assieme all’immunoterapia, premiata nel 2018 col Nobel alla medicina, è tra le terapie avanzate più commentate. Wired si è spesso occupato di questo procedimento, nel quale i linfociti del paziente vengono prelevati, geneticamente modificati in laboratorio per aggredire le cellule tumorali, moltiplicati e poi reinfusi nel paziente. Dall’anno scorso tisagenlecleucel, una terapia Car-t per leucemia linfoblastica acuta e linfoma diffuso a grandi cellule B, è disponibile e rimborsabile anche in Italia. Sono terapie estremamente costose, e l’efficacia varia a seconda del tipo di cancro, ma si può ottenere anche la completa remissione dal tumore. Non esistono ancora terapie di questo tipo per i tumori solidi, ma sono allo studio.

car-t
(infografica: Malaghan Institute/Aifa)

La conoscenza del cancro come complessa entità biologica ha continuato intanto ad aumentare. Grazie a un team italiano sappiamo che il cancro al pancreas ha quattro sottotipi, un’informazione fondamentale per terapie che siano sempre più su misura. Dal punto di vista regolativo Airc sottolinea l’approvazione agnostica nel 2017 di pembrolizumab, un anticorpo monoclonale. Agnostica significa che non importa dove si sviluppa il cancro, ma la presenza di un determinato marcatore molecolare. Significa che lo stesso farmaco può essere usato per molti tumori, in pazienti adulti e pediatrici. Nel 2018 e 2019 altri due farmaci sono stati approvati dall’Fda in questo modo: il larotrectinib e il entrectinib.

I big data sono stati applicati anche allo studio del cancro. L’anno scorso per esempio il progetto Cancer Dependency Map ha usato Crispr per disattivare oltre 20000 geni in 300 modelli di cancro, di 30 tipi diversi. In questo modo sono riusciti a identificare 600 tra i bersagli più promettenti per le future terapie di precisione, cioè i geni che sembrano indispensabili alla sopravvivenza del tumore. In questo modo si spera di accelerare la scoperta di nuovi farmaci.

Un anno prima invece nasceva l‘Atlante genetico dei tumori. 11000 tumori, dei 33 tipi più diffusi, sono stati studiati per capire come dove e perché nascono, grazie alle discipline omiche. Le 27 ricerche prodotte da questo progetto sono state possibili grazie ad anni di collaborazione tra diversi istituti di ricerca americani, tra cui il National Human Genome Research Institute che, assieme a Craig Venter, vent’anni fa sequenziò il nostro genoma.

The post Cosa è successo negli ultimi 20 anni di lotta al cancro appeared first on Wired.