Lamorgese: “L’odio è un’emergenza. Serve igiene delle parole e dei comportamenti anche in politica”

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Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, ha rilasciato un’intervista a Repubblica, il giornale che nelle ultime settimane è stato preso particolarmente di mira con minacce indirizzate al suo fondatore Eugenio Scalfari e al suo direttore Carlo Verdelli, tra lettere minatorie con invio di presunte polveri pericolose e un allarme bomba annunciato telefonicamente a gennaio. La titolare del Viminale ha espresso la sua solidarietà ai giornalisti della Repubblica e ha fatto un’osservazione:

“Sono piuttosto preoccupata e lo sono da ministro dell’Interno e da donna delle istituzioni, quale sono evidentemente per funzione, ma, soprattutto, quale sento di essere come cittadina e come sono sempre stata”

Secondo lei il gesto compiuto contro Repubblica indica “un’emergenza e un fallimento” e ha spiegato:

“So cosa si prova a essere oggetto di messaggi d’odio. È successo anche a me dopo aver autorizzato lo sbarco dovuto, perché legittimo e nel pieno rispetto della legge, dei migranti a bordo della Open Arms. Io non ho account social, come tutti sanno, e sono stati i miei figli a raccontarmi il florilegio di epiteti che mi è stato rovesciato addosso dopo quella decisione”

Lamorgese ha parlato poi di una “emergenza culturale e civile che mette in discussioni le ragioni stesse del nostro stare insieme” e ha aggiunto:

“Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Assoluta ignoranza della storia. Nonché, il più delle volte, inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi. È come se nel gesto di odio si riassumesse una nuova ‘normalità’, una declinazione come un’altra della cultura imperante dell’outing. Ebbene, io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi”

Lamorgese ha anche sottolineato il ruolo che la politica ha in questo clima d’odio, ma senza voler parlare direttamente di Matteo Salvini:

“Io dico che la Politica, tutta, a prescindere dunque dagli schieramenti, dalle legittime convinzioni di ciascuno, ha urgente bisogno di una igiene delle parole e dei comportamenti. Anche perché la mancanza di igiene e la progressiva assuefazione all’odio ha già prodotto un effetto esiziale: l’indifferenza. Che è qualcosa di persino peggiore del negazionismo o del riduzionismo. O, se si vuole, ne è la conseguenza. A forza di non far caso alle enormità che ascoltiamo o a quello a cui assistiamo, a forza di pensare che, appunto, al significante delle parole non corrisponda un significato, e dunque in fondo non ci sia poi da preoccuparsi, questo Paese rischia di ritrovarsi in un tempo che abbiamo sempre pensato non si sarebbe mai potuto ripetere”

Nel corso dell’intervista Lamorgese ha fatto spesso riferimento alla senatrice Liliana Segre:

“Ho visto ragazzi piangere mentre raccontava il viaggio verso i campi di sterminio con i buglioli destinati agli escrementi nei vagoni piombati che ad ogni scossone investivano del loro contenuto gli esseri umani accatastati. Ecco vedendo Liliana Segre non risparmiarsi nella sua testimonianza mi sono convinta ancora di più che questo sia il compito non solo di chi è nelle Istituzioni, ma di ciascuno di noi. Testimoniare. Non c’è libro, non c’è giorno della memoria o ricorrenza che tenga, al confronto”

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Lamorgese: “L’odio è un’emergenza. Serve igiene delle parole e dei comportamenti anche in politica” é stato pubblicato su Polisblog.it alle 09:38 di Thursday 06 February 2020