Sembra che i contagi di coronavirus si stiano stabilizzando. Cosa significa?

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Immagine scattata il 10 febbraio fuori da un negozio ad Hanoi, in Vietnam (foto: Nhac Nguyen via Getty Images)

Il nuovo coronavirus è un sorvegliato speciale (qui quanto resiste sulle superfici) e ogni giorno le autorità internazionali, fra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, forniscono i dati dei nuovi contagiati, divisi per paesi, nonché dei decessi e dei ricoverati. Alla data del 10 febbraio 2020, il grafico dell’andamento dei contagi  è rallentata rispetto ai giorni precedenti. In pratica, potremmo stare andando verso la stabilizzazione del numero delle infezioni, che a sua volta potrebbe portare in futuro alla graduale scomparsa dei contagiati, uno scenario più favorevole (qui i due scenari che avevamo ipotizzato).

Lo dimostra il grafico riportato sulla pagina dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control), nonché la mappa dell’Oms, Johns Hopkins Csse e Esri, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali. Ma è ancora presto per affermare che l’epidemia ha superato il picco e bisognerà aspettare i dati dei prossimi giorni perché questo elemento sia confermato, sempre senza mai abbassare la guardia.

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(grafico: Ecdc – European Centre for Disease Prevention and Control)

L’epidemia ha superato il picco?

In pratica, mentre dal 3 al 7 febbraio l’aumento dei casi andava a colpi di 4mila nuove diagnosi segnalate al giorno (per lo più a Wuhan, dove ci sono 871 decessi su 910 totali e nel resto della Cina), mentre nei giorni successivi le cifre sono risultate via via leggermente più basse. Alla data del 10 febbraio si registra una crescita di soli 400 casi, secondo le stime delle autorità locali, e l’andamento mostra appunto una flessione.

Il commento dell’Oms

Sulla base dei dati giornalieri il numero di casi del nuovo coronavirus “si sta stabilizzando”, ha scritto l’Oms l’8 febbraio, riferendo che si tratta di “una buona notizia”. Anche se è da prendere con cautela: “è troppo presto per fare qualsiasi previsione sul fatto che l’epidemia abbia superato il suo picco”. La provincia centrale di Hubei, il cui capologuogo è Wuhan, è stata l’epicentro dell’epidemia e le autorità l’hanno completamente isolata per contenere la diffusione del contagio. “C’è stata una stabilizzazione nel numero di casi riportati da Hubei”, ha detto Michael Ryan, responsabile del programma di emergenza sanitaria dell’Oms. “Ci troviamo in un periodo di stabilità di quattro giorni in cui il numero giornaliero di casi segnalati non è cresciuto. Questa buona notizia potrebbe riflettere l’impatto delle misure di controllo che sono state messe in atto”.

Insomma l’ipotesi è che si possa andare verso il cosiddetto plateau, in cui il numero di casi nel tempo rimarrà costante, per poi andare a diminuire grazie alle guarigioni dei contagiati. “Come ho detto ai media ieri”, scrive su Twitter Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms “la diffusione di 2019-nCoV fuori dalla Cina sembra essere rallentata, potrebbe accelerare. Il contenimento rimane il nostro obiettivo”. E tutti i paesi, aggiunge, devono mettere in atto strategie di contenimento per prepararsi al possibile arrivo del virus. Anche perché, secondo lui, la trasmissione del coronavirus fuori dalla Cina potrebbe essere maggiore di quanto vediamo, soltanto la “punta di un iceberg“.

E (anche per questo) una missione internazionale di esperti in ambito sanitario, guidata dall’Oms, è già partita per la Cina. Insomma, i dati sono buoni, ma ancora non abbiamo un quadro chiaro e completo.

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