Com’è il portatile ultraleggero Elite Dragonfly

0
51
Questo post è stato pubblicato qui

È capitato spesso in questi anni: un portatile nato per finalità professionali diventa in breve popolare anche per gli altri tipi d’utilizzo (e di utenza). Il caso più eclatante in passato è stato l’Air della Apple, ma dopo averlo provato noi siamo convinti che anche l’Elite Dragonfly (1.799 euro) di Hp possa dire la sua in questo senso, considerate le caratteristiche: ultraleggero, convertibile, bello da vedere e con un’impronta eco.

Lo schermo touch ultrasottile – con retroilluminazione Wled e uno strato Gorilla Glass 5 da 13.3″ – ruota a 360 gradi, e il dispositivo con sistema Windows 10 è quindi in grado quindi di svolgere anche le funzioni di tablet. Anche da questo punto di vista, lo smartphone ci ha condizionato: lo schermo touch per i portatili non è una funzionalità tipicamente business, ma di recente è sempre più richiesto e all’ordine del giorno.

Il peso del modello è leggermente inferiore al chilo, il case è realizzato in lega di magnesio, a cui s’aggiungono parti in plastica riciclata – per esempio per gli alloggiamenti degli altoparlanti – finalizzate a un’eco-sostenibilità sempre più sulla bocca di tutti. Il colore scelto è un particolare tipo di blu in cui spicca la tastiera retroilluminata: un appeal estetico che ci è piaciuto da subito, ha un forte impatto, ma al contempo rimane sobrio, adatto sia a un contesto aziendale, sia a attirare gli sguardi incuriositi degli hipster in un coworking.

Il case appare solido e piacevole al tatto, mentre è migliorabile il ritorno dei tasti che risultano comunque comodi; più in generale, l’impressione è che i tecnici abbiamo pensato a ottimizzare e curare ogni piccolo dettaglio di questo notebook Hp. “Alla base di Dragonfly c’è l’idea di migliorare la modalità di lavoro degli utenti con un prodotto bello da vedere, leggero, ma con buone prestazioni e un’ottima autonomia. Senza dimenticare la sicurezza ed il fatto che è realizzato al 50% di plastica riciclata”, ha spiegato Santino Canegrati, Vp & Managing Director HP Italy, facendo capire come la sua azienda abbia provato ad alzare l’asticella in termini di qualità.

Il sistema è basato sulla piattaforma Intel Core vPro sviluppato all’interno del programma Project Athena, il modello in prova utilizza un processore i5 (nella versione  8365U a 1,9 Ghz e scheda grafica Intel Uhd 620 con frequenza di base 1,6 Ghz), la memoria Sdram Lpddr3-2133 è di 16 Gb, a cui s’aggiunge un disco con una capienza da 500 Gb. Le prestazioni si sono rivelate all’altezza, ma non ci hanno impressionato, ottima invece la durata della batteria, oltre le 20 ore.

Per quanto riguarda la sicurezza, la tecnologia Sure View Gen3 integrata nello schermo è destinata a evitare sguardi indesiderati, c’è una privacy camera che aiuta gli utenti a controllare le informazioni condivise e il lettore d’impronta digitale consente l’accesso al sistema.

Oltre all’interfaccia wifi e Bluetooth 5.0, come accessorio opzionale è possibile utilizzare anche il modulo 4G Lte. Elite Dragonfly vanta anche il software per il benessere personale Hp WorkWell, che incoraggia agli utenti a fare pause strategiche oltre a dare consigli personalizzati per il loro benessere.

Un ragionamento a parte merita il prezzo, sicuramente non economico: ma questo piccolo notebook racchiude lo stato dell’arte degli ultraportatili e ha tutto il necessario sia per la produttività sia per un impiego multimediale; è penalizzato se utilizzato per l’editing foto o video e con i videogiochi, semmai: impieghi che però non sono di certo la destinazione d’uso per cui è stato realizzato. Elite Dragonfly nel complesso è un portatile ideale per chi vuole un oggetto non solo funzionale per maneggevolezza, autonomia e versatilità, ma anche bello da utilizzare e sfoggiare, sopratutto in contesti lavorativi. Compresa nella confezione c’è anche la penna per interagire con lo schermo in stile tablet.

Wired: Il design, la batteria

Tired: Il prezzo

Voto: 9/10

The post Com’è il portatile ultraleggero Elite Dragonfly appeared first on Wired.