Breve storia del sito di Google sul coronavirus

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mostra i tweet di Google durante la conferenza stampa sul coronavirus (foto: Jim Watson/Afp via Getty Images)

Dipendesse da Donald Trump sarebbe già cosa fatta. Ma il presidente degli Stati Uniti ha fatto una certa confusione nell’annunciare alla nazione che, tra le misure di prevenzione e contenimento sul coronavirus , rientra anche un sito di Google. Per l’inquilino della Casa Bianca sarebbe una specie di portale factotum: controllo dei sintomi, organizzazione dei tamponi, rilascio dei risultati. Mentre Big G ha precisato che le funzioni sono altre e il cantiere è ancora aperto. Tanto che punta a mandarlo online “entro questa settimana”.

Il passo indietro di Google è stato necessario per correggere le roboanti affermazioni del magnate. Il 13 marzo, durante la conferenza stampa sulle misure degli Stati Uniti contro la pandemia, il presidente annuncia una collaborazione con Google per la creazione di un sito internet nazionale utile alle persone per controllare i sintomi, organizzarsi per effettuare un tampone e ottenere i risultati del test.

Un’ora dopo la dichiarazione di Trump, Google passa alle precisazioni su Twitter. Esiste sì un progetto, ma si tratta di “uno strumento per aiutare il triage per i test Covid-19”. E il sito “in veritàè nelle prime fasi di sviluppo e stiamo pianificando di implementarne i test al di fuori della Bay Area, con la speranza di espanderli più ampiamente nel tempo”.

Una versione molto diversa rispetto a quella del presidente. Verily, così si chiama il sito, in realtà sarebbe solamente in grado di indirizzare i suoi visitatori verso gli ambulatori dove si eseguono i test per individuare i contagiati. Il programma pilota ha poi dovuto chiudere quasi immediatamente poiché, a seguito dell’annuncio di Trump, ha raggiunto la sua capacità massima di gestione degli utenti in poco più di 24 ore.

Google comunque è al lavoro per un’implementazione su larga scala e questo richiederà più tempo. Il motore di ricerca restituisce al momento un elenco di 5 trucchi per ridurre le possibilità di contagio, le stesse suggerite da tempo dagli esperti (come starnutire e tossire nel gomito o non toccarsi la faccia)

i 5 suggerimenti di Google per affrontare il contagio da coronavirus (fonte: Google)

Secondo quanto riportato da The Verge, Google renderà il sito disponibile entro la fine di questa settimana. Il portale sarà disponibile inizialmente per la popolazione statunitense ma poi verrà implementato a livello globale con l’inserimento di più lingue e le informazioni provenienti dalle autorità sanitarie competenti.

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