Coronavirus, Arcuri: “Siamo in guerra, servono munizioni. 50 milioni per le aziende che riconvertono”

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Il commissario nominato dal governo all’emergenza coronavirus Covid-19, Domenico Arcuri, è intervenuto oggi a “In mezz’ora in più” su Rai3: “Noi siamo in guerra e io devo trovare le munizioni per far sì che questa guerra il nostro Paese la vinca prima e meglio degli altri”.

Mancano mascherine, indispensabili presidi sanitari e di protezione individuale. Arcuri spiega: “Oggi distribuiremo 150 ventilatori: in un giorno il 30 per cento di quanti sono stati distribuiti finora. Dalla prossima settimana ne distribuiremo quantità ancora più importanti. Da lunedì, al più tardi martedì, tutte le regioni italiane avranno le mascherine che servono per la parte più critica dell’emergenza: medici, operatori sanitari, malati. Dalla settimana successiva contiamo di dare dispositivi di protezione individuale a tutti gli italiani che ne hanno bisogno”.

Il commissario ha poi ringraziato per le donazioni: “Noi abbiamo un sostegno straordinario dalle aziende italiane, in 4 giorni sul conto aperto per le donazioni, grandi aziende e grandi banche, ma anche piccole aziende e semplici cittadini hanno versato 250 milioni che si servono ad arricchire la dimensione e la nostra capacità di comprare” soprattutto mascherine e ventilatori.

Parlando della solidarietà mostrata dagli altri paesi Arcuri ricorda: “La Francia ci ha regalato un milione di mascherine, la Germania ci ha mandato decine di ventilatori, il presidente del Consiglio Conte ha chiesto e ottenuto dal presidente Putin alcuni aerei dalla Russia con 180 medici, infermieri, ventilatori e mascherine. Il ministro Di Maio ha lavorato con la rete dell’ambasciate per avere la possibilità di acquistare mascherine in Cina. Sento uno straordinario supporto del governo e degli italiani, come ha detto Conte stiamo vivendo il più grande dramma degli ultimi 60 anni e solo se siamo tutti insieme riusciremo a superarlo. Faccio il commissario di tutti gli italiani, non solo di una parte del paese”.

Poi è chiaro che “tutte le guerre si vincono con i propri eserciti e con i propri alleati. Due giorni fa ho sequestrato un quantitativo importante di un farmaco che serve a tenere sedati i nostri concittadini che sono in terapia intensiva, questo farmaco stava partendo per il Messico. Era una cosa insopportabile”.

“In Cina in due settimane hanno creato un ospedale, noi vogliamo dimostrare che in poche settimane riusciamo a contribuire con una produzione nazionale che oggi non c’è – prosegue il commissario -. Molte grandi aziende italiane ci stanno aiutando nella ricerca di materiale, ovunque si trovi. E 180 aziende della Camera della Moda si sono messe insieme per produrre mascherine, ci dicono che riusciranno a produrne 2 milioni al giorno” perché “l’obiettivo è evitare di andare in giro per il mondo”.

Inoltre: “Da domani sarà operativo un nuovo incentivo, introdotto dal governo, sarà gestito da Invitalia. Il governo ha messo a disposizione 50 milioni per le aziende italiane che vogliono riconvertire la produzione per iniziare a produrre dispositivi di protezione individuale che tanto ci servono”.

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Coronavirus, Arcuri: “Siamo in guerra, servono munizioni. 50 milioni per le aziende che riconvertono” é stato pubblicato su Polisblog.it alle 15:55 di Sunday 22 March 2020