Le Olimpiadi di Tokyo saranno rinviate. Ma non c’è ancora la data

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(Photo by Nicolas ASFOURI/AFP via Getty Images)

L’unica certezza, in questo momento, è la fiamma olimpica giunta in Giappone la settimana scorsa. Come se il mondo non fosse scosso dalla gravissima pandemia globale, il percorso della torcia ha seguito quello consueto: dalla Grecia fino alla nazione ospitante, in questo caso il Giappone. Per il resto non c’è più nulla di programmato: né il tour di 157 giorni che avrebbe dovuto portare la fiamma in giro per il paese, né la data dei giochi. Il Cio (Comitato olimpico internazionale), in accordo con il premier giapponese Shinzo Abe, ha deciso di non cancellare le Olimpiadi 2020, ma solo di posticiparle. Dopo la riunione in teleconferenza del 22 marzo, i membri del comitato hanno adesso un mese di tempo per decidere una nuova data e non cancellare il “sogno olimpico di 11 mila atleti”, come ha sottolineato il Cio stesso.

Cosa succederà?

A Losanna, quartier generale dei giochi, si spera che tra quattro settimane la tendenza del contagio nel mondo sia negativa, a differenza di quella attuale. Anzi il presidente del Cio, Thomas Bach s’è dichiarato abbastanza ottimista, dicendo che in Giappone la situazione è notevolmente migliorata e che spera, presto, possa essere così anche negli altri paesi del mondo.“La cancellazione – ha spiegato – non risolverebbe alcun problema e non aiuterebbe nessuno. Pertanto non è nella nostra agenda”.

Perché quello che c’è in ballo va al di là delle prestazioni dei singoli atleti o della competizione sportiva. Cancellare le Olimpiadi o rimandarle all’anno prossimo, come è accaduto agli Europei di calcio, significherebbe assestare un’ulteriore colpo all’economia del Sol Levante. Il premier giapponese Abe, a livello di immagine politica, ha puntato molto su questa olimpiade sponsorizzandola come un’occasione di rilancio economico per il proprio paese, come ricorda l’agenzia stampa Reuters. Questo ha dato l’abbrivio a spese faraoniche per la costruzioni di impianti sportivi e di servizi per accogliere atleti, comitati e appassionati.

Le primi giorni utili per riprogrammare le Olimpiadi potrebbero essere quelli dal 25 agosto al 6 settembre, ora occupati dalle Paralimpiadi che saranno poi posticipate. Quindi, un rinvio di un mese che, però, potrebbe non essere ancora una data sicura. Un’alternativa più accettabile potrebbe essere quella dal 10 al 24 ottobre, come è già accaduto, sempre a Tokyo, per i Giochi del ’64. “L’obiettivo – spiega ancora Bach – è chiudere tutto prima dell’inverno”.

Le perplessità degli atleti

Il quattro volte medaglia d’oro alle Olimpiadi e membro del Cio Hayley Wickenheiser ha affermato che è insensibile e irresponsabile la volontà del comitato olimpico di non rimandare i giochi.  Wickenheiser ha mostrato quanto tenere in ballo questa competizione sportiva sia deleterio per tutti, dagli atleti fino agli sponsor.

Come riporta la Cnn, l’ex campione ha parlato di “una sfida troppo grande”. “Non sappiamo cosa succederà nelle prossime 24 ore – ha aggiunto – figuriamoci nei prossimi 3 mesi”.  A quest’appello s’è unito anche Tim Hinchey III, a capo degli Stati Uniti Nuoto, che chiede un  rinvio delle Olimpiadi al 2021, dicendo che è “l’unica cosa giusta e responsabile da fare”. Intanto, ci sono già due stati che prendono posizione: Canada e Australia hanno deciso che non parteciperanno ai giochi. “Consideriamo molto più importante la salute e la sicurezza dei nostri atleti e della comunità mondiale”, hanno sottolineato i Comitati olimpici canadese e australiano. Entrambi, inoltre, richiedono che i giochi vengano posticipati al 2021.

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