Il coronavirus, l’Avigan e la sperimentazione dei farmaci su YouTube

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Un video su YouTube girato in Giappone da un quarantenne – per alcune fonti della stampa un commerciante di videogiochi, per altre un farmacista – di Roma che frequenta il paese del Sol Levante, Cristiano Aresu, ha messo in moto gli ingranaggi di un meccanismo infernale: l’Avigan, farmaco antinfluenzale noto fin dal 2012 nello stato nipponico e lodato da Aresu per la sua presunta capacità di curare “il 90% dei casi di coronavirus” (ipse dixit) ha visto le pressioni dei governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Alberto Cirio, e in seguito l’avvio di una sperimentazione clinica organizzata in quattro e quattr’otto da Aifa, l’agenzia italiana del farmaco.

In realtà le evidenze scientifiche a oggi non rivelano granché di esaltante sul fronte del favipiravir (il nome commerciale dell’Avigan): gli esperti sono molto cauti a causa della mancanza di dati sulla materia (esistono solo quelli di un piccolo studio preliminare su casi di Covid-19 non grave). Eppure Aresu ha già costruito il suo piccolo impero mediatico, facendo dirette Facebook con Red Ronnie, ricevendo le lodi di Vittorio Sgarbi, catalogando i numerosi articoli a tema Avigan usciti sulla stampa nazionale e impostando il suo intero discorso di evangelizzazione – nemmeno a dirlo – sugli interessi delle grandi case farmaceutiche.

Se il miracoloso farmaco giapponese sarà davvero miracoloso o meno lo scopriremo a tempo debito. Quel che si può già notare, però, è che per andare in cortocircuito al sistema è bastato un video postato su YouTube da un tizio a caso, che per sua stessa ammissione non ha le conoscenze né l’esperienza adatti a valutare l’uso di un farmaco su scala nazionale. “Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social”, ha twittato Roberto Burioni, accogliendo poi la notizia della sperimentazione clinica prossima ventura, annunciata nientemeno che dal ministro della Salute Roberto Speranza, con una certa ironia (“la prima sperimentazione clinica decisa sulla base di un video di YouTube postato da uno sconosciuto. La vita ha più fantasia di me”).

La vicenda assume i contorni del grottesco, se si pensa che in Giappone al momento favipiravir – ritirato dal mercato per effetti collaterali gravi – è limitato a un singolo trial di dimensioni modeste, e che la stessa azienda produttrice del farmaco, la Fujifilm Toyama Chemical, si è trovata costretta a diffondere un comunicato stampa per smorzare i toni: “Al momento non esistono prove scientifiche cliniche pubbliche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro Covid-19 nei pazienti”. Vedere le istituzioni dello stato piegate a questo tipo di meccanismi può far sorridere, ma è anche un rischio: cosa succederebbe se domani un altro profeta su YouTube indicasse manovre ben più spericolate, poi prontamente adottate a furor di popolo? Inutile indicare nella scienza la strada maestra da seguire, se poi a tracciare la rotta è un signore che parla del farmaco “che vi nascondono”.

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