Coronavirus, cosa c’è nel nuovo modulo di autocertificazione

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(Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Cambia ancora il modulo di autocertificazione richiesto ai cittadini che si devono spostare da casa per ragioni di assoluta necessità. L’aggiornamento segue le nuove direttive impartite dall’ultimo decreto firmato dal Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, lo scorso 25 marzo, in cui sono specificate anche nuove sanzioni per coloro che vengono trovati senza una legittima autorizzazione.

Lo ha annunciato in un’intervista a SkyTg24 il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha anche dato un aggiornamento sui controlli dicendo che “fino al 24 marzo su due milioni e mezzo di cittadini controllati ci sono stati 110mila denunciati. Per quanto riguarda le principali novità inserite nel modulo scaricabile dal sito del ministero degli Interni, oltre alla dichiarazione di non essere sottoposti alla quarantena e di non essere positivo al Covid-19, nel nuovo documento si dovrà dichiarare anche di essere a conoscenza delle misure e degli eventuali provvedimenti adottati dai presidenti delle Regioni nel caso di spostamento fuori regione, e non solo delle misure valide su scala nazionale.

Ciò perché se ci si deve spostare tra regioni diverse ci potrebbero essere ordinanze specifiche e restrizioni differenti. Le casistiche contemplate e ammesse sono poi sostanzialmente simili a quelle previste in precedenza, e prevedono la possibilità di spostamento per comprovate esigenze lavorative; assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”); per motivi di salute; oppure per una situazione di necessità, e tra questi ci sono anche, per esempio, il rientro dall’estero, gli obblighi di affidamento di minori o l’assistenza a persone disabili, come vengono specificati nell’ultimo punto del documento, in cui si richiede di precisare la reale motivazione dello spostamento.

Per quanto riguarda i riferimenti alle sanzioni, infine, ora si parla prevalentemente di multe amministrative e non più penali per chi viola le norme, fino a 3mila euro. Anche in riferimento a questo punto, comunque, la nuova autocertificazione rimanda alle sanzioni previste dall’articolo 4 del decreto legge 25 marzo 2020.

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