Ora legale, quando arriva il cambio dell’ora

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(foto: JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP via Getty Images)

È arrivata anche la fine di marzo – pur in circostanze del tutto eccezionali, va detto – e quindi, va da sé, è arrivato anche il momento di mettere mano ai pochi orologi analogici di cui disponiamo ancora per spostare avanti le lancette di un’ora: l’appuntamento con l’ora legale nel 2020 è fissato per domenica 29 marzo, quando alle 2 di notte i più temerari potranno scegliere di passare alla nuova ora.

Oltre al tema delle giornate più lunghe (di cui speriamo di poter godere presto, senza quarantena) ce n’è un altro molto importante: quello del risparmio energetico. Nel 2017, secondo i dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora grazie all’ora legale, l’equivalente del consumo medio annuo di elettricità di 250mila famiglie. E questo, a sua volta, si traduce anche in benefici per l’ambiente, in termini di tonnellate di CO2 legate ai minori consumi di elettricità.

Il tema dei costi e dei benefici è sempre stato molto discusso, nell’ottica del passaggio da un’ora naturale a quella legale, stabilita per convenzione. In Europa la transizione dal tempo invernale a quello estivo è comune agli stati membri, che lo hanno introdotto un po’ in ordine sparso per conto proprio, passando solo in un secondo momento a un processo di armonizzazione coordinato in sede comunitaria. E ancora oggi la decisione è dibattuta, con prospettive molto diverse su vantaggi e svantaggi.

Già nel 2007 un report della Commissione cercava di fare un punto sulle “implicazioni dell’ora legale” negli stati dell’Unione, guardando anche alla dimensione del mercato comune e le ricadute sui settori economici più interessati. Sul contributo dell’ora legale si osservavano diversi parametri, tra i quali “il maggior consumo di energia per il riscaldamento ad inizio giornata” oppure “il maggior consumo di carburante dovuto ad un eventuale aumento del traffico nelle sere in cui vi è più luce”.

Nell’arco di più di dieci anni, va detto, anche le sensibilità ambientali sono cambiate: sia le consapevolezze che gli strumenti per monitorare l’energia e gli sprechi sono aumentati esponenzialmente, e così l’interesse degli stati a scelte politiche green. La domanda se l’ora legale sia utile o meno resta al centro del dibattito e dell’interesse mediatico, comunque, e ogni volta che si torna a spostare in un senso o nell’altro le lancette, sembra che si mettano in discussione anche le certezze.

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