Un hackaton per sviluppare software contro il coronavirus

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Hacker (Getty Images)
(Getty Images)

Dal 26 al 30 marzo 2020 le grandi società tecnologiche e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) collaboreranno durante la competizione Covid-19 Global Hackaton per individuare un software in grado di fornire un aiuto nell’affrontare la pandemia da coronavirus. Alla competizione hanno già aderito oltre 6.500 sviluppatori. Facebook, Microsoft, Twitter, WeChat, TikTok, Pinterest, Slack e Giphy hanno scelto di condividere le risorse “supportare i partecipanti durante tutto il periodo di presentazione”.

Nel post in cui promuove l’incontro, Mark Zuckerberg, ha spiegato che gli strumenti di FacebookBlood Donations e Crisis Response sono state costruite per la prima volta durante un hackathon e ora sono utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo”. La speranza del patron di Menlo Park è quella che pure durante questa competizione saltino fuori idee e prototipi utili per la causa.

Gli organizzatori dell’hackaton hanno spiegato sulla pagina dell’evento che “dato l’isolamento attualmente sperimentato all’interno delle comunità, vogliamo creare uno spazio online in cui gli sviluppatori possano ideare, sperimentare e costruire soluzioni software per aiutare a risolvere questa crisi”.

L’incontro si tramuta quindi in una competizione tra i migliori programmatori al mondo spinti dallo scopo comune di creare un software in grado di aiutare a combattere la pandemia.

Durante la competizione, che si svolgerà rigorosamente online, gli sviluppatori di software dovranno presentare i loro progetti che ruotano attorno a sei temi principali. In primis potranno sostenere le sfide legate alla salute, presentando software in grado affrontare e ridimensionare iniziative sanitarie, comportamenti di prevenzione e igiene o supporti agli operatori sanitari. Dalla telemedicina al tracciamento dei contagiati, le sfide in questo campo sono molteplici.

Un secondo tema proposto abbraccia la popolazione vulnerabile, lo scopo degli sviluppatori qui sarà quello di ideare delle soluzioni che aiutino gli anziani, gli immunodepressi o coloro che a causa dell’epidemia si trovano senza lavoro e reddito.

Gli sviluppatori potranno lavorare a software in grado di aiutare le imprese ad affrontare i problemi legati allo smart working , le comunità a connettersi  pur restando isolati, l’istruzione e l’intrattenimento proponendo metodi alternativi che sfruttino le potenzialità della rete.

Tutti i progetti dovranno essere consegnati sul portale dell’evento entro il 30 di marzo e nella giornata del 3 aprile, verranno selezionate le proposte più brillanti.

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