Le 5 regole d’oro del backup

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world backup day
il 31 marzo sarà il world backup day (immagine: Ermes Cyber Security)

Effettuare un backup, ossia realizzare una o più copie di sicurezza dei propri documenti, è una procedura semplice che troppo spesso viene ignorata. Sebbene nei vari elenchi di consigli dati su come fare un backup il cloud occupi sempre una piccola parte, ora più che mai vista l’attuale situazione situazione di crisi, emerge l’importanza di aver precedentemente creato dei file di backup del proprio lavoro online.

Molti lavoratori costretti in smart working per le misure di distanziamento sociale, utili per diminuire il contagio da coronavirus, non possono accedere ai dati salvati direttamente sui supporti fisici. La rete, pertanto. gioca un ruolo importantissimo in questo caso dato che Vpn usate per accedere ai dischi di rete o backup effettuati sui cloud aziendali corrono in soccorso degli smart worker.

In occasione del World Backup Day che si celebra nella giornata del 31 marzo è importante ricordare che ogni giorno al mondo vengono generati circa 1,8 zettabyte di file (un numero a 21 zeri), che secondo un sondaggio di Backblaze circa il 29% degli utenti non ha mai effettuato un backup e che solamente il 10% lo effettua giornalmente.

Per assicurarsi un backup a regola d’arte tutti gli esperti consigliano una regola aurea conosciuta come “regola del backup 3-2-1”, creata
dal fotografo digitale Peter Krough. Questa regola consiste nel salvare i dati 3 volte utilizzando 2 tecnologie e tenendo 1 backup fuori dall’ufficio o dall’ambiente domestico o comunque scollegato a internet, come ricordano da Toshiba.

Siccome la regola consiglia di non affidare mai tutta la sicurezza dei propri dati a un unico sistema e di fidarsi delle piattafome cloud, come per esempio Dropbox, Google Drive o iCloud, che permettono di recuperare i dati da remoto, è importante assicurarsi che la nuvola funzioni a dovere. Ecco cinque utili suggerimenti per sfruttare appieno il cloud.

1. Dispositivi mobili

Effettuare un backup in locale può essere sconveniente se il dispositivo sul quale lo si è fatto diventa inutilizzabile. Siccome i dispositivi mobili sono più esposti a guasti e rotture è consigliabile sfruttare il cloud per salvare i propri contatti o i propri documenti.

Pertanto è importante, ogni qualvolta si aggiunge un contatto in rubrica, verificare che questi sia registrato anche tramite il servizio online di backup. Lo stesso ragionamento vale per i contenuti multimediali, i documenti e le chat. Nel malaugurato caso il dispositivo sia inutilizzabile, si potrà sempre contare sul cloud per recuperare tutti i file.

2. Non usare mai un unico sistema

Meglio essere ridondanti. Per questo è consigliabile sfruttare più sistemi di backup tramite cloud. Molti dispositivi mobili hanno di default il collegamento al servizio cloud del loro produttore (iCloud o SamsungCloud per esempio). A questi l’utente può aggiungere servizi esterni di backup su cloud come supporto (Google Drive o Dropbox) per sfruttarli per eseguire un secondo backup di sicurezza.

3. Verificare la sincronizzazione

È fondamentale assicurarsi che i servizi di backup effettuino a dovere il loro lavoro sincronizzando i file desiderati. Dare per scontato questo passaggio potrebbe portare cattive sorprese nel momento in cui urge recuperare i file persi. Se la sincronizzazione non ha funzionato il risultato potrebbe essere spiacevole.

4. Prova di ripristino

Un backup senza prove di ripristino non è un backup fatto bene. Se si salvano i file nel cloud ma non si riescono a recuperare correttamente, tutto lo sforzo risulta inutile. Pertanto è consigliabile effettuare una prova di ripristino del backup ciclicamente.

5. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio

Bisogna sempre mettere in pratica la regola aurea effettuando un backup aggiuntivo su un dispositivo di memoria esterno e scollegato a qualsiasi macchina o rete. Essere un po’ pessimisti e pensare al peggio può essere utile in caso di totale perdita dei propri file. Lo stratagemma del backup di un backup su un dispositivo esterno può aiutare a recuperare i dati nel malaugurato caso che tutti i dispositivi e i servizi cloud falliscano il loro scopo di ripristinare i file perduti, come ricorda la società di sicurezza informatica, Panda Security.

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