Scrubs torna in formato podcast, 5 motivi per cui ci manca

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Sono stati una delle coppie comiche più divertenti e significative delle serie tv degli anni 2000. Ora Zach Braff e Donald Faison, ovvero J.D. e Turk della mitica sitcom di genere “medical” Scrubs, tornano a mostrare il loro affiatamento in un nuovo contenuto inedito. Si tratta di Fake Doctors, Real Friends With Zach + Donald, podcast in cui i due attori recuperano vecchi episodi commentandoli e condividono con gli ascoltatori dettagli sulla loro preziosa amicizia.

Non si tratta solo di un’operazione nostalgica, ma anche un modo di rispondere a questi tempi di emergenza: Braff e Faison hanno ribadito che il loro obiettivo è quello di distrarre e far ridere le persone, ma anche tributare un omaggio ai tanti medici e infermieri impegnati a combattere il coronavirus: d’altronde lo stesso Scrubs era, secondo loro, una lettera d’amore ai professionisti della sanità. Tutto ciò fa tornare la voglia di rivedere le nove stagioni, adesso disponibili su Amazon Prime Video, anche perché i motivi per cui ci manca sono moltissimi. Almeno cinque.

1. La bromance

La chimica fra i personaggi di Braff e Faison è sicuramente uno degli ingredienti fondamentali della storia, creata da Bill Lawrence (Friends, Spin City) e andata in onda per nove stagioni (anche se l’ultima è da molti poco considerata, data l’assenza della maggior parte dei protagonisti). J.D. e Turk sono internisti dell’ospedale universitario del Sacro Cuore, rispettivamente in medicina generale e in chirurgia, fin dall’inizio una strana coppia, il primo sempre a fantasticare e il secondo, più “maschio”, perennemente spaccone. Nonostante le differenze, costruiscono un’amicizia inossidabile, che riusciamo a vedere nei flashback ai tempi del college e la quale ha anche una sua maturazione significativa: in generale, ci mostra un modello di mascolinità positiva, mai prevaricatrice, sensibile. L’affiatamento è palese proprio perché i due attori hanno un legame profondo nella vita vera. Fuori dal set, però, ad accompagnarli non c’era Rowdy, il mitico cane impagliato protagonista di molti siparietti comici ambientati nell’appartamento che Braff e Faison condividono nella serie.

2. La struttura

Nonostante abbia una chiara natura comica, Scrubs non ha mai lesinato momenti più drammatici e profondi, facendo riflettere su malattia, rapporti personali, famiglia e molto altro. Infatti, è stata lodata dall’American Medical Association per l’accuratezza con cui trattava i casi clinici (e, non a caso, sul set c’erano sempre medici veri). Quello che rende la serie memorabile, però, è anche la sua struttura ricorrente: J.D. è la voce narrante e stravagante (a un certo punto prenderà in giro altre serie medical che seguiranno il filone… citofonare Grey’s Anatomy) e l’intreccio delle storie dei vari protagonisti è spesso intervallata dalle sue fantasticherie, mentre si perde in pensieri bizzarri, immagina stacchetti musicali, inventa situazioni al limite della pazzia… Ciò che colpisce è davvero il mix ben riuscito di commedia, dramma appassionato, vicende cliniche accurate e una buona dose di cultura pop, veicolata anche grazie a una colonna sonora che strizza l’occhio al panorama di quel tempo.

3. L’acidità

Il collante della serie è appunto J.D. e molte delle dinamiche fra i personaggi si originano proprio per via delle sue caratteristiche peculiari. Essendo impacciato e sognatore, l’aspirante medico è spesso vittima delle angherie degli altri uomini  dell’ospedale. Fra tutti, l’Inserviente (Neil Flynn), personaggio che non troverà mai un nome se non alla fine dell’ottava stagione: burbero e vendicativo, se la prende con J.D. fin dal suo primo giorno in ospedale e continuerà a perseguitarlo in ogni modo da lì in poi. Ma J.D. è vittima anche delle sfuriate del dottor Cox (John C. McGinley), mentore iroso che lo chiama con nomi da donna: fra i due si instaura comunque una dinamica complessa e, in fondo, di affetto sfaccettato e inaspettato. A sua volta, peraltro, Cox è in continua querelle con Bob Kelso (Ken Jenkins), il primario di medicina che, sotto una facciata da dirigente senza scrupoli, nasconde a sua volta un lato tenero. Queste figure, nonostante appunto siano più umani di quanto vogliano far credere, ci regalano battute di un’acidità caustica e disarmante, una delle caratteristiche salienti della scrittura di Scrubs.

4. Le donne forti

Non solo medici maschi, però: le protagoniste femminili sono altrettanto indimenticabili. Fra tutte, Carla (Judy Reyes) , la capo infermiera dalla lingua lunga e dal carattere forte e determinato, che ha imparato nel tempo a tenere a freno le prevaricazioni dei vari medici. C’è poi Elliot (Sarah Chalke), anche lei internista di medicina, un po’ secchiona e ossessiva, la quale inizia un immancabile tira e molla sentimentale con J.D., dando vita ad alcune delle svolte più esilaranti e assurde di sempre. Memorabile è anche il personaggio di Jordan (Christa Miller), graffiante ex moglie del dottor Cox che sembra l’unica in grado di tenergli testa e rimetterlo al suo posto. Da ricordare pure la mitica infermiera Laverne (Aloma Wright), capace di intimorire chiunque e al contempo protagonista di uno degli addii più strazianti di tutta la serie. In generale, Scrubs ci ha regalato donne complesse, spesso piene di difetti, di umanità e di forza, in un mondo (seriale e reale) spesso fin troppo dominato dall’ipertrofia maschile.

5. La parata di stelle

Fra i meriti di Scrubs c’è sicuramente il gran numero di guest star che si sono succedete con super originalità. In particolare, Lawrence e gli altri autori sono riusciti a dare una veste totalmente nuova e brillante alle stelle del passato o comunque ad attori che sembravano aver esaurito la loro fama. Da Heather Graham (Boogie Nights, Austin Powers) a Mandy Moore (ora stella di This Is Us), da Heather Locklear di Melrose Place a John Ritter prima del suo (sfortunatamente ultimo) ruolo in Otto semplici regole. Toccante è il cameo di Michael J. Fox, celebrità degli anni Ottanta e di film cult quali Ritorno al futuro poi scomparso dalle scene per via del Parkinson: in Scrubs non nasconde i suoi problemi, anzi, interpreta un dottore stravagante affetto da disturbo ossessivo compulsivo. La vetta di questi ospiti illustri è raggiunta da Brendan Fraser, tempo dopo l’apice della sua carriera con La Mummia: gli episodi che lo vedono al centro sono emotivamente sconvolgenti e forse tra i migliori della serie.

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