Dalla meditazione con il monaco buddista di Osaka alle lezioni di danza irlandese, Airbnb lancia le esperienze online

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(Foto: Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)

Fare meditazione con le pecore senza spostarsi dal salotto. Imparare a cucinare i bao con un esperto di Singapore oppure i piatti marocchini con una famiglia di Marrakech, restando nella propria cucina. O, ancora, seguire una lezione di danze irlandesi, di pasticceria svedese o di magia. Il tutto davanti allo schermo di un computer. A quattro anni dal lancio delle esperienze (attività da fare con ospiti locali per scoprire la cultura e le tradizioni dei paesi in cui si sta viaggiando), in piena emergenza coronavirus Airbnb prova a superare il blocco degli spostamenti in mezzo mondo con le esperienze online. Cinquanta attività da prenotare sul sito e seguire in videocall su Zoom, per evadere dell’isolamento in casa.

Meditazione col violoncello (foto: Airbnb)

L’obiettivo è quello di “creare opportunità di viaggio restando a casa”. E l’idea è partita proprio dall’Italia, primo paese in Europa a essere messo in lockdown per il Covid-19. “Abbiamo la fortuna di avere una community di host di esperienze molto forte”, spiega Caterina Manzi, responsabile delle esperienze di Airbnb in Italia e coordinatrice globale del progetto. La richiesta è arrivata dagli stessi host, messi in ginocchio dall’attuale stato di immobilità di spostamenti e turismo. E da lì l’intuizione di creare delle esperienze online che mantenessero gli standard di quelle live, proposte dal 2016 dalla piattaforma di affitti brevi. “Per differenziarci da tutto quello che si trova gratis su internet abbiamo puntato su host qualificati, esperti e con una formazione specifica, che sappiano creare una forte connessione con i loro ospiti”, racconta Manzi.

Da tutte le esperienze reali proposte da Airbnb nel mondo (45mila in totale, di cui 4,5mila in Italia), si è arrivati a una selezione di 50 super host che potessero proporre attività che avessero un senso anche online. Niente visite culturali o tour delle cantine, per dire, piuttosto lezioni di cucina italiana dalla campagna fiorentina oppure allenamento con un atleta olimpionico. Per chi si annoia a stare confinato in casa, ce n’è davvero per tutti i gusti: dalla meditazione (fatta con un monaco buddista di Osaka, con le pecore in Scozia o una violoncellista di Amsterdam) alla lezione di cocktail a base di gin, dalla scuola di magia al concerto, dalle danze irlandesi alle tapas portoghesi.

Le esperienze vengono tenute in tutte le lingue conosciute dagli host oltre che in inglese, costano da 1 a 40 euro (in media 10-20 euro) e possono essere fatte in gruppo, per esempio con il partner o la famiglia se si è in isolamento insieme. Una volta fatta la prenotazione sul sito di Airbnb, si riceve un link per seguire l’attività su Zoom in gruppi di massimo 10 utenti (c’è anche la possibilità di opzionare l’intera sessione per connettersi, per esempio, con gli amici per festeggiare un compleanno o con i colleghi in smart working per fare team building). Per le attività che richiedono del materiale, come le cooking class o la lezione di cosmesi naturale, viene inviata una lista prima dell’appuntamento in modo che ci si possa organizzare: di solito, vengono chiesti attrezzi e ingredienti di uso comune, che tutti possono avere a disposizione e a portata di mano.

A lezione di pasticceria svedese (foto: Airbnb)

Certo, il contatto fisico diretto viene meno. Ma, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, c’è anche qualche lato positivo. Anzitutto le esperienze sono globali (cinque sono italiane, le altre 45 spaziano dagli Usa al Sud America, dall’Oriente all’Africa), ma possono essere fruite da chiunque e ovunque, senza bisogno di muoversi. E poi, spiegano Luca e Lorenzo, che propongono lezioni di cucina italiana, la condivisione cambia e si fa, paradossalmente, ancora più intima. “Prima erano i clienti a sbirciare nella nostra vita e nella nostra casa”, spiegano. “Ora è una cosa biunivoca, anche gli ospiti ci aprono virtualmente le porte di casa loro. Questa è stata una sorpresa inaspettata”.

L’altra sorpresa, a inizio emergenza, è stata la volontà di moltissimi host di mettere le loro case a disposizione di medici e infermieri gratis o a prezzi calmierati. La prima risposta di Airbnb al Covid-19 è stata proprio questa: al momento sono 400 le abitazioni per chi lavora negli ospedali e non può fare ritorno nel proprio appartamento. La seconda è stata l’istituzione di un fondo speciale per coprire le spese delle cancellazioni e aiutare gli host che hanno subito gravi perdite economiche a causa della pandemia. La terza sono le esperienze online. Per ricominciare, almeno virtualmente, a viaggiare.

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