È morto lo scrittore cileno Luis Sepúlveda

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(foto: Getty Images)

È morto nella giornata del 16 aprile Luis Sepúlveda, all’età di 70 anni. Lo scrittore cileno, divenuto celebre per romanzi come Il vecchio che leggeva romanzi d’amore Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, aveva annunciato negli scorsi mesi di aver contratto il nuovo coronavirus dopo la partecipazione a un festival letterario in Portogallo e di essere risultato positivo al tampone insieme assieme alla moglie, la poetessa Carmen Yanez (in condizioni molto migliori). Entrambi erano dal 1° marzo ricoverati nell’ospedale universitario di Oviedo, in Spagna. A metà marzo le condizioni dello scrittore erano gravemente peggiorate, ma poi sembrava che la sua situazione si fosse stabilizzata, fino poi al decesso di queste ore.

Nato a Ovalle nel 1949, Sepúlveda crebbe a Valparaiso, sempre in Cile, da una famiglia dalle convinzioni anarchiche, ma presto si avvicinò alla Gioventù comunista: alla passione politica accompagnò ben presto quella per la scrittura, tanto da vincere nel 1969 una borsa di studio letteraria a Mosca. Espulso dall’Unione sovietica e poi dai comunisti del suo paese per le sue posizioni non allineate, il giovane riparò in Bolivia, dove partecipò all’Esercito di liberazione nazionale, per poi rientrare in Cile ed entrare nella cerchia ristretta del presidente Salvador Allende. Dopo il colpo di stato di Pinochet del 1973, fu torturato e arrestato più volte, ma lasciò in esilio il paese solo nel 1977, facendo diverse tappe in Sudamerica ed entrando in contatto con le popolazioni degli indios, fonte d’ispirazione di numerosi suoi scritti. Dagli anni Ottanta visse invece in Europa, prima ad Amburgo, poi in Francia (paese di cui ha ottenuto la cittadinanza) e infine proprio nelle Asturie.

I suoi esordi letterari, e in particolare la sua prima raccolta di racconti Crónica de Pedro Nadie, risalgono agli anni dei primi impegni politici, ma la notorietà arrivò alla fine degli anni Ottanta con Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (tradotto in Italia nel 1993 grazie a Guanda, casa editrice che pubblicherà poi tutte le sue opere): con grande lirismo Sepúlveda racconta di un vecchio cacciatore messo di fronte a un tigrillo, sublimando scontri fondamentali come quelli fra uomo e natura, e fra civiltà e culture primitive. Oltre ad altri racconti biografici e appunti di viaggio (La frontiera scomparsa, Patagonia Express), l’autore è divenuto celebre, soprattuto in Italia, grazie alle sue favole edificanti che parlano non solo ai bambini ma anche ai grandi, come il famosissimo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare del 1996, a cui seguirono negli anni Storia di un gatto e del topo che diventò suo amicoStoria di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà e il più recente Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, uscito nel 2018.

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