Se vuoi hackerare un satellite di Elon Musk, questo è il momento

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Elon Musk
(Foto: SpaceX)

Elon Musk ha sfidato gli hacker etici di internet invitando chiunque volesse a hackerare i satelliti della rete Starlink e di Tesla Mothership, aggiungendo poi che diminuirà la luminosità dei satelliti rendendoli meno visibili.

Una delle polemiche legate alla costellazione satellitare Starlink è sicuramente quella riguardante l’eccessiva luminosità dei satelliti che, visto il loro elevato numero (12mila unità previste), rischierebbero di interferire con l’osservazione astronomica.

Satelliti starlink visibili nel cielo a formare la caratteristica “fila di perle luminose”

Musk, rispondendo ad alcuni tweet poche ore dopo il lancio dell’ultimo set di 60 satelliti, avvenuto nella giornata di mercoledì 22 aprile, ha affermato che dal nono lancio l’angolazione dei pannelli solari dei satelliti verrà modificata abbassando di molto la loro luminosità e rendendoli “molto meno evidenti”.

Con questa manovra l’effetto “fila di perle luminose” che ha caratterizzato i lanci dei satelliti scomparirà evitando così in futuro spiacevoli interferenze con il lavoro degli astronomi.

Come riporta Indipendent, Musk, parlando alla Satellite Conference 2020 di marzo, ha affermato che tali preoccupazioni sono state esagerate. “Sono fiducioso che non provocheremo alcun impatto nelle scoperte astronomiche, zero. Questa è la mia previsione”, ha affermato in quell’occasione. “Finora non ho ancora incontrato qualcuno in grado di dirmi dove sono tutti i satelliti, quindi non può essere un grosso problema”, ha commentato Musk.

Nonostante questo, per diminuire ulteriormente la visibilità dei satelliti, SpaceX li dipingerà di nero e collaborerà con l’Osservatorio nazionale di radioastronomia degli Stati Uniti e la comunità europea di radioastronomia per continuare a migliorare i sistemi per rendere il meno visibili possibile i satelliti di Starlink.

Come se non bastasse, Elon Musk ha esteso un invito a violare la rete satellitare Starlink e quella di Tesla Mothership in risposta all’annuncio di una sua Ama (Ask Me Anything), una sessione di domande, con gli studenti del Hack Club.

La sfida agli hacker rientra nel programma di bug bounty che, già nel 2014, Musk aveva lanciato. Allora però i premi offerti andavano dai 25 ai mille dollari. Quel programma ora è cresciuto assieme alle compagnie di Musk e con loro sono cresciute anche le ricompense che spettano agli hacker etici che riusciranno a scovare le debolezze dei satelliti.

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