Apple risarcirà gli utenti che hanno fatto causa per il blocco di FaceTime

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La scelta di non rendere più disponibile l’app di videochat FaceTime sugli smartphone più vecchi costerà ad Apple 18 milioni di dollari. È quanto si legge su Law360, che riporta la firma dell’accordo raggiunto tra il colosso di Cupertino e gli utenti che hanno deciso di unirsi e presentare ricorso al tribunale della California con una class action contro la decisione della Mela.

Il caso riguarda l’accusa presentata ai giudici californiani nel 2017 dagli utenti in possesso di iPhone 4 e 4s con sistema operativo iOS 6 o precedenti che non sono più stati in grado di utilizzare il servizio per le videochiamate fornito da Apple, se non passando all’aggiornamento iOS 7, che però rallentava le funzioni degli smartphone più vecchi.

Complessivamente, la situazione ha riguardato oltre 3,6 milioni di dispositivi e ora il 90% di coloro che hanno fatto ricorso riceveranno un risarcimento per posta o per via elettronica. In particolare, a ognuno dei partecipanti alla class action spetteranno circa 3 dollari di risarcimento, il 30% servirà a coprire le spese legali e alle due persone che hanno avviato l’azione spetteranno 7.500 dollari l’uno.

L’altra causa

Per Apple la questione si intreccia a un’altra causa che l’azienda si è trovata a combattere dal 2010 riguardo alle accuse di violazione di alcuni brevetti di proprietà del gruppo VirnetX per tecnologie relative ai protocolli di connettività diretta utilizzati dall’app FaceTime e da altre applicazioni. Con questa causa in corso, la Mela ha deciso quindi sviluppare un nuovo sistema di connessione peer-to-peer per le sue videochiamate, cercando così anche di limitare i costi relativi all’invio di dati audio e video che passavano invece da server di terze parti.

Con l’aggiornamento a iOS 7 la questione era stata risolta da Apple, ma il nuovo sistema operativo rallentava le prestazioni dei modelli di iPhone più vecchi, e così molti utenti che non volevano passare al nuovo sistema operativo si sono visti impossibilitati a utilizzare FaceTime. Per altro, il contenzioso con VirnetX si è protratto fino allo scorso febbraio, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso del gigante di Cupertino condannandolo a pagare un risarcimento di 439 milioni di dollari all’azienda del Nevada, come riportava Reuters.

Forse per evitare di portare avanti ulteriormente anche l’azione legale con gli utenti in California, Apple ha deciso di concordare il pagamento di questi 18 milioni di dollari nell’ambito della class action relativa a FaceTime. Va detto però che soltanto un paio di settimane fa i giudici della Florida avevano dato ragione all’azienda nell’ambito di una causa uguale indetta dagli utenti, che accusavano la Mela di aver bloccato appositamente l’app di videochiamate per obbligare i consumatori a comprare modelli di smartphone più recenti.

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