Come funziona la certificazione di sicurezza per i caschi da bici

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In questa fase un po’ tutti i comuni in Italia per evitare assembramenti hanno iniziato a disincentivare l’uso dei mezzi pubblici in favore di biciclette, monopattini e tutta la new wave di mezzi ibridi (propulsione umana + motore elettrico) di cui tanto si parla.
L’aspetto sicurezza in questo scenario, in cui città fino a ieri non “a misura di bicicletta” saranno invase a breve da mezzi su due ruote, diventa quindi determinante.

Mips è un’azienda svedese nata nel 2007, da allora a oggi ha effettuato 31.000 test sui caschi di propria produzione. Il concetto base del sistema Multi Directional Impact Protection System è un piano di scorrimento (10-15mm) progettato per ruotare all’interno dell’elmetto in tutte le direzioni, una modalità in grado di diminuire lo scontro (con il terreno o altri ostacoli) e la conseguente forza, andando a distribuirla su una superficie più ampia e senza “l’effetto rimbalzo”.
La riduzione e il rallentamento della quantità di energia trasferita verso la testa e il cervello ha un’influenza diretta sulle lesioni causate da movimenti rotatori. In base ai test effettuati la riduzione dell’impatto sui tre assi di rotazione con Mips si traduce a livello statistico in una protezione superiore di almeno il 10%, ma in realtà è un dato volutamente al ribasso, i benefici sono più elevati.

Il bollino giallo testimonia la presenza della tecnologia Mips.

Con il passare degli anni, oltre a focalizzare l’attenzione sulla sicurezza, Mips ha lavorato anche sul design, sulla leggerezza, ma soprattutto ha differenziato i modelli in base al tipo d’impiego, sia sportivo per le diverse discipline, sia per il contesto urbano, nel mondo del lavoro o in motocicletta, studiando per ogni singolo impiego le tipologie d’impatto e di caduta. Sono tre le componenti principali di un casco Mips che includono i 36 brevetti registrati: la calotta in polistirolo espanso (EPS), lo strato a basso attrito (quello al contatto con la testa) e un sistema di fissaggio con elastomeri in grado di allungarsi (in caso d’incidente) per pochi millesimi di secondo e ridurre la rotazione.

Nell’immagine sono visibili le tre componenti che in caso d’incidente consentono alla testa un movimento di pochi millimetri utile per attenuare l’impatto.

A livello di prezzi l’utilizzo di questa tecnologia ha un’incidenza di circa il 20% sul costo finale del casco (che dipende dalla marca e dal modello – diciamo che per un casco urban siamo intorno ai 150 euro), molto meno per quanto riguarda il peso, quello dei modelli da utilizzare con bici e skate va dai 250 ai 300 grammi totali.

Buona parte dei nomi più importanti del mondo della sicurezza ha collaborato con l’azienda svedese, noi il brand Mips lo conosciamo ancora poco, ma c’è una attenzione crescente a questo sistema e al relativo bollino anche da parte degli utenti Europei e negli Usa.

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