Da Ryanair a Lufthansa, ecco le prime compagnie che riprendono a volare

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Ryanair

Ci sono segnali di ripartenza anche nel settore aereo. Dopo i mesi passati con quasi l’intera flotta a terra per le misure di lockdown, la compagnia low cost Ryanair annuncia i suoi piani per tornare a volare. A partire dal prossimo primo luglio, il colosso irlandese ha fatto sapere che rimetterà in funzione il 40% dei propri voli in tutta Europa, con l’intenzione di salire al 50% già ad agosto, ovviamente anche in base alle decisioni prese dai diversi paesi sui controlli aeroportuali e sulle misure di contenimento per far fronte all’emergenza Covid-19.

Nel complesso, la compagnia prevede di tornare in pista con mille voli al giorno, rispetto agli attuali 30, e arrivare a coprire circa il 90% dei collegamenti nelle oltre 80 basi europee del gruppo. Si tratta quindi di una ripresa per iniziare a compensare le perdite subite nei mesi scorsi, quando aveva deciso di lasciare a terra oltre il 99% della flotta garantendo soltanto i collegamenti tra Dublino e l’Inghilterra.

Per quanto riguarda le misure sanitarie, nella nota Ryanair sottolinea che sia i viaggiatori sia il personale di bordo avrà l’obbligo di indossare la mascherina durante tutta la durata dei voli, e i passeggeri dovranno chiedere di poter utilizzare i bagni per evitare che si creino code o assembramenti lungo la cabina. Non ci sarà invece il distanziamento tra i sedili, misura a cui si era duramente opposto lo stesso numero uno della compagnia, Michel O’Leary, qualche settimana fa, come riportato da The Guardian.

I costi per le compagnie

Peraltro, alle misure di distanziamento a bordo si era opposta anche l’associazione internazionale trasporto aereo (Iata), che considera l’ipotesi come una scelta economicamente insostenibile per le compagnie e le obbligherebbe ad aumentare i prezzi dei biglietti tra il 43 e il 54%. Ci saranno invece nuove misure sui controlli fa sapere ancora Ryanair, e oltre alla misurazione della temperatura e all’obbligo delle mascherine anche al terminal saranno rivisti i termini di check-in, bagagli e il controllo delle carte di imbarco.

Inoltre, ai passeggeri sarà anche chiesto di compilare un modulo in cui dichiareranno la durata del soggiorno e l’indirizzo esatto di destinazione, e queste informazioni saranno condivise con i governi europei così da poter attuare misure di controllo e isolamento.

Ma la compagnia irlandese non è la sola a pensare alla ripartenza. Secondo quanto riportato dal Telegraph settimana scorsa, anche la concorrente EasyJet, che ha messo a terra la sua intera flotta dal 30 marzo, starebbe pensando di riaprire alcune tratte già da giugno.

Tra i big, invece, Lufthansa ha annunciato in una nota che sempre da giugno rimetterà in servizio 160 aerei, contro gli 80 attuali, con voli operati anche dalle controllate Eurowings e Swiss. Nel complesso, dal mese prossimo il colosso tedesco punta a ripristinare i collegamenti su 106 destinazioni prevalentemente tra la Germania e i paesi europei.

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